Basta con le violenze, poliziotti e cittadini sono dalla stessa parte

IL BLOG

04/08/2020 13:59
Daniele Tissone
Segretario generale sindacato di polizia Silp Cgil 

https://www.huffingtonpost.it/

CINEBERG VIA GETTY IMAGES

Non sono in grado di dire se l’emergenza coronavirusci abbia trasformato in persone migliori o peggiori, certamente però come cittadino e come poliziotto registro un aumento della rabbia sociale che – lo ha sottolineato recentemente anche il ministro dell’Interno Luciana Lamorgese – può trasformarsi in atteggiamenti di violenza gratuita e ingiustificata anche contro le forze di polizia. I miei colleghi, che ogni giorno pattugliano strade e garantiscono il controllo del territorio, lo registrano costantemente.

Le cronache delle ultime settimane sono piene di episodi di questo tipo che spesso avvengono a seguito di normali controlli. Probabilmente le regole anti-covid e il lockdown possono aver esasperato alcuni che, adesso, ritengono di non dover sottostare ad alcun tipo di regola. Si tratta, per fortuna, di una percentuale minima. Al fondo di tutto, seppur non giustificabile, c’è la crisi economica, che mordeva già prima di questa terribile pandemia e che oggi è letteralmente esplosa.

L’operaio in cassa integrazione, il giovane che doveva “farsi” la stagione estiva come cameriere e che è rimasto a casa, il titolare di un piccolo esercizio che non riesce ad andare avanti, il pensionato che ha pagato e paga sulla propria pelle tutta questa fase: qui può annidarsi la rabbia sociale, anche perché la risposta dello Stato, che pur c’è stata in termini di aiuti, sussidi e bonus, non può necessariamente arrivare a tutti e coprire ogni disagio, spesso preesistente alla pandemia. Le violenze non sono mai giustificate, ma certamente se un padre o una madre non riescono a soddisfare le esigenze della propria famiglia si capisce bene ciò a cui andiamo incontro.

A tutto ciò si somma l’irresponsabilità di uno ceto politico che, agitando ansie e paure, non concorre a rasserenare gli animi né ad aiutare in questa delicata fase il nostro Paese. Le lavoratrici e i lavoratori della Polizia di Stato e delle forze dell’ordine agiscono in nome della Costituzione e delle leggi operando con il necessario buon senso. Non è facile, perché siamo esposti. Ma questo è il nostro lavoro. Se si capisce che cittadini e poliziotti stanno dalla stessa parte, le cose possono essere più semplici. Anche in questo brutto periodo. E possiamo evitare di andare incontro a guai peggiori. Per questo occorre un Paese unito e consapevole del fatto che può, anche stavolta, farcela.