Ne abbraccio sempre cupole e montagne
la marea che si gonfia e si ritrae
cucio un cerchio intorno alla calce
uno schizzo indelebile
per sentirlo fin nei greti d’inverno
il luogo che fa differenza
col non mi appartiene
superbo sotto il sole
nell’odore di nardo, nel vocio
dei campanelli quando piove
nelle correnti venate di luna.
E certo io non so rispondere
se domandate chi o cosa
potrebbe mai annebbiare
quell’eco blu, esotico
bagno d’aria e salsedine.

foto dell’autrice