GHIANNIS RITSOS poeta greco, Bello il tuo corpo

Recensione di Elvio Bombonato

Bello il tuo corpo.

Infinito il tuo corpo.

Mi sono perso nell’infinito.

Le mie labbra

percorrono il tuo orecchio.

Così minuto e tenero

come può contenere

tutta la musica?

L’assenza di perifrasi – diceva –

annienta la poesia.

E sia.

Preferisco il tuo corpo.

Nudo il tuo corpo,

autentico –

risposta definitiva al niente.

Vieni.

Ti alzai sulle mie mani

E spiccai il volo.

Come mi sollevano in alto

I tuoi baci.

Mi perdo. 

Tienimi.

Qualsiasi cosa tocchi,

la carta, il tavolo, il bicchiere,

è te che tocco.

Le mie mani

Attaccate ai tuoi seni.

Non le controllo le mani.

GHIANNIS RITSOS   (trad. Nicola Crocetti)

Ghiannis Ristsos (Atene 1909 – 1990) è uno dei massimi poeti greci del ‘900.  Autore prolifico, scrisse circa 150 raccolte di poesie. Durante la dittatura del regime dei colonnelli fu perseguitato. Qui si esercita negli epigrammi, intimisti e sentenziosi nello stesso tempo. Il tema dominante è l’amore per una donna che appare scompare riappare scompare e così via.