Ponte sotto lo Stretto, una pagina antica di camini in mezzo al mare

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10/08/2020 – Il Ponte sotto lo Stretto per il premier Giuseppe Conte: “potrebbe essere anche un tunnel sotto il mare. Dobbiamo pensare, quando ci saranno le condizioni, ad una struttura leggera ed eco-sostenibile , nel caso anche sottomarina. Perché no? Tutte le ipotesi sono aperte. Non ora però”. Così ha ha detto il presidente del Consiglio Conte riguardo all’ipotesi di realizzare il Ponte su(ne)llo Stretto di Messina. Anche se questo non è il momento di discuterne, prima le infrastrutture e i collegamenti ferroviari al sud e in Sicilia, parte consistente del Piano di rilancio: “Le infrastrutture, per tutto il sud e la Sicilia, per migliorare tanto il piano delle infrastrutture come il Ponte sullo Stretto. Ma ora non ci sono i presupposti”, ha spiegato Conte.

In effetti la vicenda del Ponte sullo o sotto lo Stretto sembra destinata ad accrescere la ‘pagina’ letteraria della ‘metafisica popolare’, dell’immaginifico che non tramonta, del miraggio, della visione, del sogno, pagina già ricca di composizioni tradizionali e popolari. Un repertorio che vede spesso il mare come sede dell’inspiegabile, del trascendente.

Nella canzone Come porti i capelli bella bionda?, in mezzo al mar ci stan camin che fumano:

Come porti i capelli bella bionda? 

Tu li porti alla bella marinara,

tu li porti come l’onda,

come l’onda in mezzo al mar! 

In mezzo al mar

ci stan camin che fumano,

saran della mia bella

che si consumano.

Grammatica a parte, l’idea è resa.

Olì olì olà pocu paroli / palazzu fabbricatu ‘n menzu lu mari. /  ‘N menzu lu mari c’è ‘na villa nova / veni lu ventu e la mmutta a la praia. 

Questa strofetta fa parte del repertorio tradizionale siciliano: Olì olì olà poche parole / palazzo fabbricato in mezzo al mare. / In mezzo al mare c’è una villa nuova / viene il vento e la spinge a riva (playa).

È nata mmiez’o mare

Michelemmà, Michelemmà

oje na scarola…

Michelemmà, celebre canzone classica napoletana di autore incerto. Racconta di una Scarola in mezzo al mare: un vegetale magico e misterioso? O una ‘iscariola’, ragazza dell’ Isola di Ischia? 

E poi la leggenda di Colapesce e le sue gesta, fino a quella colonna erosa dal fuoco che minaccia la Sicilia dalle fondamenta e rischia di portarla nel baratro, in quell’abisso che Cola sembra capire e conoscere, e che lo stesso Re sconosce, non riesce ad indagare, al punto da chiedere al siciliano Colapesce un sacrificio estremo: immolare se stesso per la sopravvivenza della Sicilia.