Garavelli. Medico. Covid 19: Nessuna prima e seconda ondata, ma persistenza del virus tra di noi

Dal Collega Piergiorgio Fossale, Presidente OM di Vc. Considerazioni interessanti prese da FB. prima.. seconda ondata…

un mio pensiero senza pretese basato su lettura di studi che faccio quotidianamente e su 40 anni di esperienza di medico pratico..

il covid19 è stato un prodotto della natura che poi ha cominciato a diffondersi per un suo intrinseco fine di sopravvivenza come per tutte le forme viventi… mutazione, selezione, sopravvivenza del più adatto…

è un virus aereodiffuso che cerca corpi e cellule in cui entrare per completare le sue attività metaboliche, produrre la proteina del suo involucro, rompere la cellula diffondersi e andare alla ricerca di altri corpi e di altre cellule…

a mio parere quindi nessuna prima e seconda ondata, ma persistenza del virus tra di noi…

le ondate si riferiscono a casi clini gravi…

l’espressione clinica dell’ infezione è variabile da persona a persona a seconda della carica infettiva virale e della risposta immunitaria messa in campo dalla persona infettata…

sui meccanismi della risposta immune sono stati prodotti molti studi e troppo complessi per essere qui esplicitati..

compreso il tema della eccessiva risposta citochinina che crea forte infiammazione sistemica ma in particolare polmonare e possibile innesco di processi trombofili alla base delle embolie polmonari..

pertanto, secondo la mia modesta opinione, il virus rimarrà in mezzo a noi finchè una estesa immunità di popolazione ne limiterà la diffusione…

questa immunità potrà avvenire naturalmente o attraverso vaccini che inattivino il virus con immunità anticorpale o cellulo mediata dai linfociti…

quindi il virus continuerà a stare in mezzo a noi alla ricerca di ospiti con porte aperte disponibili così ad accoglierlo e consentirgli di vivere e moltiplicarsi…

a noi non resta pertanto che non aprirgli le porte quando cerca di entrare… e oramai sappiamo bene come fare….

riporto quanto scritto dal il professor Vittorio A. Sironi, docente dell’Università di Milano Bicocca, dove dirige il Centro studi sulla storia del pensiero biomedico.

cosa ci insegna l’epidemia detta Spagnola del 1918? Quali errori sono stati commessi allora e quali non devono essere fatti adesso?

Come è sparita l’influenza spagnola?

«Ecco, questo è un altro mistero della storia. Siamo riusciti a identificare addirittura anche il genoma, che si è confermato essere appunto un virus influenzale H1N1. Qualche anno fa sono stati trovati dei cadaveri nel ghiaccio di persone morte per Spagnola, ed è stato possibile isolare il virus e capire che era una variante del virus influenzale. La Spagnola è scomparsa abbastanza rapidamente, così come era arrivata. La ragione esatta non la sappiamo. È possibile che ci sia stata, dopo la fase più virulenta e drammatica, un’ulteriore variazione del virus, e che questo sia scomparso dopo aver ucciso tutti, o buona parte, dei soggetti che lo avevano contratto, oppure che sia ulteriormente variato e diventato meno letale. Dal punto di vista microbiologico non si sa esattamente».

Cosa ci insegna l’epidemia del 1918? Quali errori sono stati commessi allora e quali non devono essere fatti adesso?

«Il primo errore emerso allora, che deve essere il primo insegnamento di oggi, è che pur non drammatizzando la situazione, non dobbiamo nemmeno minimizzarla. La verità va sempre detta tutta. Purtroppo in queste settimane abbiamo assistito al fatto che molte nazioni, molti capi di Stato, hanno tentato di minimizzare il fenomeno pandemico. Questo è un aiuto che diamo al virus. La lezione della Spagnola è che la verità bisogna sempre dirla in maniera chiara, senza terrorizzare ma nemmeno minimizzare. Il secondo insegnamento è legato al fatto che, seppur oggi la medicina abbia delle possibilità diagnostiche e terapeutiche sicuramente maggiori di quelle che c’erano ai tempi della Spagnola, dobbiamo comunque avere un atteggiamento di prudenza: indossare la mascherina non è una cosa banale, così come mantenere la distanza o il ricorso alla vecchia quarantena».

mi scuso con i veri esperti per queste mie considerazioni di medico pratico