Articolo di Valeria Bianchi Mian – Psicologa Psicoterapeuta Psicodrammatista Scrittrice 

Per domande, curiosità e informazioni circa i colloqui dal vivo oppure online: dott.ssavaleriabianchimian@gmail.com 

Cari lettori, potete scrivermi oggi, domani o dopodomani. Scrivere è una cura, un’azione che si intreccia con il pensiero, un lavoro con le emozioni.

Vi voglio raccontare che cos’è per me la scrittura.

Lo farò presentanto i libri che ho pubblicato e raccontandovi passo per passo come utilizzo anche questo strumento nei colloqui individuali e nei miei gruppi.

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Sono partita con un filastroccare rapido: Favolesvelte. Nomen omen. Il libro nasce come progetto successivo al blog. Nel web ho curato uno spazio di immagini e parole che è stato attivo dal 1 gennaio 2014 fino al 31 dicembre dello stesso anno. Nella notte di San Silvestro ho cancellato tutto, ma ormai avevo già il contatto con l’editore. Il blog come progetto quotidiano ha richiesto cura, come un bambino, un giardino, un arazzo da filare. Eppure il tutto si è svolto con una certa qual leggerezza: scrivevo sul tram, in treno, la sera prima di andare a dormire. C’è stato un momento in cui, dopo qualche mese di esercizio, le storie mi si presentavano in testa senza che potessi fermarle e allora dovevo afferrare una penna o l’iPad e scriverle così, al volo, ovunque mi trovassi. Forse questo modus operandi seriale si intona molto alla nostra contemporaneità, eppure per me è una necessità sacra, un ordine mentale.
Il risultato credo sia proprio un mondo di storielle ad hoc per questi tempi, appunto. Con un’ombra da scoprire, come una mappa del tesoro.
Come scrive Federico Sirianni nella prefazione al libro, “puoi leggerle dappertutto le Favolesvelte, ma, se possibile, fallo ad alta voce”. Secondo lui, “se non vi pigliano per pazzi, funzionano meglio”.
La poesia-filstroccheria nasce dal canticchiare versi tra me e me, prende spunto dalle conversazioni quotidiane, dal mio lavoro come psicoterapeuta e psicodrammatista, dalle memorie di dialoghi e confronti amorosi, bizzarri, assurdi. Nascono quindi velocemente, questi pezzi, e con un certo “suono”. La voce è accompagnamento alla scrittura.
C’è una parte del libro dedicata alle storie “nere”. Molte di queste scritture emergono da una reale esperienza con le ombre celate nell’animo umano. Agli inizi della mia professione ho fatto volontariato in carcere, ho lavorato con donne senza fissa dimora, prostitute, tossicodipendenti, immigrate.
Basta attivare un neurone qua e uno là ed ecco, lo dico così con ironia, esce un mostrillo che vuole raccontare la sua storia: a volte è una mia personale sfumatura di buio ma più spesso si tratta di figure della collettività. Anche questo livello, direi, ha a che fare con il poter riflettere profondamente senza fermarsi troppo, quando nel mondo di oggi tutto va estremamente veloce.
Se poi, attraverso le mie rime e le favole – più per adulti che per bambini – al lettore venisse voglia di rallentare il ritmo per un po’ direi che il suddetto lettore ha trovato la chiave celata nella sveltezza, il lume nella leggerezza.

E adesso ecco a voi qualche esempio tratto dal libro.

TONINO IL CERINO

Questa è la storia amorosa
di Tonino il cerino
fuggito un mattino
in cerca di una sposa
colpito al cuore
da un fiocco di neve
che in una danza lieve
lo coinvolse con ardore.
Quel fiocco di neve
era un tipo speciale
poiché in natura
una creatura all’altra
non è uguale.
Tonino soffriva
d’esser prodotto in serie
e quando prese le ferie
senza dirlo a nessuno
«È sempre stato diverso»
confessò l’accendino
che da quel giorno si sente
notevolmente perso.

IL PIRATA CUSTODE

Veglia sopra il cuore coraggioso
sostieni nel suo impegno il pirata custode
gli uomini e le donne custodite nel riposo.
Albero maestro tu sei per me, ode
dal tramonto fino al suono della sveglia.
Porto con me i sogni ispiratori,
senza cedere alla sconfitta e all’ira.
Mi scontro e incontro col mondo là fuori,
ascolto il tuo canto e il suono della lira
in alto mare o nelle bettole del porto.

Getto l’ancora quando è l’ora; fermo i motori
per poi riprendere le onde degli imprevisti.
Tengo alta la nera bandiera, faccio miei gli ori.
Non frequento mai persone troppo tristi
ma conosco i segni che porto sul petto.
Sono i segni dell’anima, quella di cui tu vai fiera
mia Madonna tatuata, Signora dei pirati.
Mi rivolgo a te perché tu mi accolga, stasera,
Regina degli amanti e degli innamorati
che lo spirito immagina nei suoi disegni.

L’ESSERE UMANO

Sei il padrone in assoluto
chiudi i mari in una bolla
metti il mondo in un’ampolla
tu sei il re, tu sei l’astuto.

Dici dentro l’universo
sono io che faccio breccia
poiché ho la neocorteccia
dalla bestia son diverso.

È da dio che prendi spunto.
Metti i mari in una bolla
chiudi l’aria in una palla …
Oh, peccato, sei defunto.

LA FONTANA DELLA GIOVINEZZA

Conosci la fontana della giovinezza?
Con un bagno sparisce la tristezza:
non è una droga e non è chirurgia
eppure il passato vien lavato via.

Ne esci fuori come fossi nuovo
sembri appena rinato dall’uovo.
Pari un attore del film “Cocoon”
finito sul set di “The Blue Lagoon.”.

Dove si trova? Ah, lo vuoi sapere?
C’è un indirizzo web? Fai vedere.
“Fontana della giovinezza + costo”.
e Google ti mostra subito il posto.

Un ristorante. Non può essere, dai.

Dov’è la fonte di certo tu non sai
tu che visiti i centri commerciali
credendo che i simboli universali
siano le sagome M e F del cesso
il bagno, la toilette: che fesso …

Diciamo la verità, uomo moderno:
nel presente tu sguazzi in eterno
dimentico del senso, Alzheimer
sul nulla esteriore punti il timer.

Cottura ultimata, la fontana è vuota.

*Aqua Permanens?
Ah, è terminata?

* (una sostanza perfetta, meta degli alchimisti)

[Favolesvelte, Golem Edizioni]

Come utilizzo le rime? Con i bambini, nei miei laboratori espressivi. Ma anche con gli anziani nei laboratori in RSA e con gli adulti quando lavoriamo sulla creatività, esercitandoci a inventare storie per i più piccoli. Nei corsi di scrittura, per cercare il ritmo, per osservare il mondo con leggerezza e profondità.

VBM