Rita Mazzotta-mazzottaClub dei poeti non estinti (Salviamo la poesia)

Vecchi ricordi, di  Rita Mazzotta-mazzotta

Come si invecchia da in giorno all’altro non da un anno all’altro, oggi questa sensazione mi è stata molto chiara. Mi sono chiesto: “dov’è la “Rita” di un tempo?” 

Mi sono sentita come una vecchia valigia di cartone, ma più pesante da trasportare, legata con uno spago e con gli orli usurati dal tempo e dall’assalto strofinato. Il mio nuovo trolley dalla boutique appena acquistato, questa mattina avanti agli occhi, a quel ricordo pareva fare lo smorfioso, senza spago e raffinato sembrava che dicesse: “io non son sacrificato perché non  tanto zavorrato, ho solo il necessario ed il borsellino con documenti e una tesserina anziché qualche leggera banconota da qualche pesante moneta accompagnata!” 

A tal punto…,ora sì che emergono i vecchi ricordi…cosa non si metteva in quella valigia: pane e biscotti fatti in casa, qualche bottiglia d’olio, fichi secchi e tutto per non spendere soldi. 

Oggi il denaro deve circolare, il commercio andare avanti, l’economia migliorare, ma non l’economia intesa dai nostri genitori che ci raccomandavano: ” figli miei non spendete in superfluo, tenete stretti i soldi per il necessario!” Sapete quale era il superfluo? Qualche caffè al bar… Veramente quindi ritorno  a dire “come si invecchia da un giorno all’altro!”

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