L’UOMO CHE SOFFRE, di Gregorio Asero

L’UOMO CHE SOFFRE

Veleggio verso il paese dei miei padri

chissà se sarò il buon marinaio che sognai

perfino col mare agitato

Mai mi capitò di cavalcar le tempeste

se non per sconfiggere il mostro che ride di me

Io son tenero e debole

e forse il sacrificio di questi lutti atroci

mi forgiarono al cuore

Ti chiedo se tu vuoi essermi donna

e se vuoi brillare della cupa mestizia del mio cuore

Nulla ti concedo se non fame e miseria

e solo il gran dolore

della rinuncia posso promettere

Trema dinnanzi a queste promesse

scoprirai che son uomo da nulla

o forse sono solo un uomo che soffre

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da ” POESIE SPARSE”

Gregorio Asero

copyright legge 22 Aprile 1941 n°633

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