ESTASI, di Gregorio Alsero

Tutte le azioni che compiamo, che non siano dettate dall’istinto, mangiare, dormire, respirare, sono intese principalmente al raggiungimento della “felicità”, che a ben pensare non è lo scopo finale della nostra vita. Voglio dire, questi atti, non sono azioni che considerino la possibilità dell’esistenza di un secondo fine. 

A mio modo di vedere, la felicità non è lo scopo finale di tutte le nostre azioni. La felicità, sembra un paradosso, inconsciamente, la dobbiamo raggiungere non come meta finale, ma deve essere l’ultimo stadio prima di sperare di raggiungere la meta finale della nostra esistenza: l’estasi. 

Quello che noi pensiamo sia la conoscenza, l’arte, la cultura, in sostanza non sono altro che un momentaneo processo di ricerca del nostro benessere. 

La gioia intellettuale, la conoscenza, ad esempio, sono semplicemente un mezzo per salire questa scala e, l’attività intellettuale può dare solo una parte della felicità che accumuliamo nel corso della nostra vita, l’altra metà è composta dalla capacità che abbiamo di “ricevere” la saggezza, la cultura, l’amore, di chi ci sta a fianco. 

Se siamo in grado, nel corso della nostra breve esistenza di miscelare con cura tutte queste “piccole felicità” saremo forse in grado di raggiungere lo scopo finale della nostra vita: l’estasi.

Gregorio Asero