I Comportamenti civili e il rispetto delle leggi non hanno colore politico, di Pier Carlo Lava

Premessa: 

Credo che prima di commentare un post che evidenzia dei problemi in città sarebbe opportuno mettersi nei panni di chi vive o svolge un attività commerciale nelle zone dove ci sono determinate problematiche, indipendentemente dal colore della pelle ed etnia di chi le provoca e preciso che con questo non si intende mai fare di tutte le erbe un fascio.

Inoltre prima di digitare sulla tastiera i propri commenti sarebbe opportuno conoscere anche la storia delle persone alle quali sono rivolti e assicurarsi di avere le dita delle mani collegate al cervello e sopratutto firmarsi, cioè metterci la faccia.

Alessandria today: Premesso che negli ultimi dieci anni cioè da quando ho smesso di svolgere la mia attività di Sales manager e successivamente di consulente commerciale e marketing, avendo più tempo mi sono dedicato a scrivere in merito ai problemi della città a patire dal quartiere Borsalino dove risiedo e questo durante amministrazioni diverse, Pier Carlo Fabbio, Rita Rossa e Gianfranco Cuttica di Revigliasco.

La finalità di queste segnalazioni hanno sempre avuto il solo scopo di sensibilizzare tutte le Amministrazioni pubbliche che si sono succedute negli anni in questione affinché provvedessero a risolvere i relativi problemi, partendo dal presupposto che gli stessi non hanno colore politico ma sono semplicemente situazioni che creano disagio ai cittadini e pertanto vanno risolte come rientra nei doveri di una buona amministrazione eletta a tale scopo.

Chi mi conosce sa benissimo che durante la mia attività di manager per il 50% del mio tempo svolgevo compiti in ufficio che poteva essere a Milano, Torino, o Bologna secondo dove si trovava la sede delle società per la quale stavo operando occupandomi di gestire l’ufficio vendite, marketing e logistica, oltre a pianificare i programmi commerciali per la società e definire il mio programma di lavoro esterno, mentre per il restante 50% del tempo ero operativo su tutto il territorio nazionale dove tenevo riunioni alla forza vendite con più o meno partecipanti (una volta all’anno erano riunioni nazionali alla quali partecipava tutta la forza vendite che normalmente era composta da 100 venditori e 10 ispettori) incontravo agenti, ispettori cioè i miei collaboratori sul campo, oppure i vari buyer della Grande distribuzione organizzata per definire i relativi contratti e piani promozionali per le varie società con le quali ho operato negli anni.