Sono molto felice di presentarvi un giovane autore pugliese al suo libro d’esordio (“Smetti di chiedere scusa” , Edizioni Argento Vivo) che secondo me farà molta strada. Lui si chiama Giuseppe Pasquale e il suo romanzo è forte e coraggioso, scritto in modo chiaro e semplice, ma accurato e affronta tematiche molto delicate di estrema attualità. Ma veniamo all’intervista…

Ciao Giuseppe, presentati ai nostri lettori, chi sei?
Mi chiamo Giuseppe Pasquale, sono pugliese, vivo a Bisceglie (BT) e compirò 29 anni a novembre. Parlo molto poco di me generalmente, sono molto riservato, mi piace di più esprimermi o raccontare qualcosa di me attraverso le mie passioni che sono innumerevoli. 

Come è nata la tua passione per la scrittura?
Prima di essere uno scrittore sono innanzitutto un grande lettore. Amo tantissimo leggere nonostante sia una passione scoperta tardi. Mi piacciono i romanzi rosa, quelli strappalacrime. Ho sempre sognato di scrivere un libro sin dai tempi delle scuole superiori ma per pigrizia ho sempre rimandato fino a quando, qualche anno fa, sono stato ricoverato in cardiologia per un problema al cuore. Ho avuto paura di non avere più il tempo di realizzare i miei sogni, così ho messo da parte la pigrizia e ho cominciato a scrivere ‘Smetti di chiedere scusa’.

Questo tuo libro come nasce?
Nasce dalla voglia di lanciare dei messaggi, dei messaggi forti e poco comuni. Volevo urlare al mondo qualcosa e dalle prime recensioni dei lettori i vari messaggi, anche quelli nascosti, sono arrivati in maniera forte e diretta.

Qual è il messaggio che vuoi che colga il lettore?
I messaggi all’interno del mio libro sono molti. C’è innanzitutto la voglia di comunicare quanto semplice sia l’amore tra un uomo e un altro uomo. L’amore nasce senza regole, scelte o condizioni. Ci si ama e basta, ma amare molte volte porta a fare i conti con sè stessi, con il proprio passato e il proprio vissuto. Si parla tanto di perdono, soprattutto quello personale. 

Quanto c’è di te nel protagonista?
Sia Evan che Elliot inevitabilmente mi somigliano. Evan ha ereditato la mia parte caratteriale più solitaria, malinconica e diffidente, Elliot invece quella più estroversa, giocosa ed impulsiva. 

Perché hai scelto di non dare indicazioni sul luogo e sul periodo storico, anche se scegli nomi come Elliot Evan Joy e dai alcuni segnali come walkman e cabine telefoniche ci fanno pensare agli anni 90, periodo che non hai vissuto davvero essendo nato nel ’91?
Per chi ha già letto Smetti di chiedere scusa ha ben compreso che si tratta di una storia tragica, tutto gira attorno ad un tragico atto di violenza. Un bambino piccolo viene strappato dalla sua mamma senza una motivazione, solo per ingiustizia. Non esiste un tempo o un luogo per dire, anzi urlare, che queste cose devono SMETTERE DI ESISTERE. Basta violenze, basta discriminazioni. Poi, un pò di mistero in un racconto non deve mai mancare, qualche segreto voglio ancora tenerlo per me.

So che c’è un seguito a questo libro, quando potremo leggerlo? Puoi darci qualche anticipazione sulla trama?
Si assolutamente c’è un seguito a questo libro ed ha già un titolo: Smetti di chiedere scusa 2 – Ricordati di Me. Il sequel è già pronto ed ho scelto di affidarlo nuovamente ad Argento Vivo Edizioni. Hanno svolto un lavoro fantastico e io sarò loro sempre grato.Posso accennare che la storia comincia qualche anno dopo la fine del primo, ci saranno sempre i nostri protagonisti, Elliot, Evan, Joy ecc… più nuovi personaggi molto importanti. Non posso dire altro! Per quanto riguarda la pubblicazione, al momento sono impegnato nella pubblicizzazione del primo in quanto uscito quasi solo due mesi. Sulle varie piattaforme social comunicheremo in futuro quando verrà pubblicato.potete seguire sia su facebook che su instagram le pagine “Smetti di chiedere scusa Libro”


Evan ha una nonna amorevole e saggia, è un personaggio che hai creato attingendo alla tua vita privata? Hai anche tu una nonna cosi?
Ho avuto la fortuna di avere mia nonna presente in casa con noi. Quando mia madre era fuori per lavoro io e le mie sorelle restavamo a casa insieme a lei, è stata ed è ancora tutt’oggi un perno fondamentale della nostra famiglia, ma haimè non somiglia molto a nonna quercia ahahah.

Evan si sente tradito e compie delle scelte che lo porteranno lontano (almeno per un po’) dai suoi cari, credi che i tradimenti si possano perdonare? O che dipende dal tipo di tradimento?
Penso che dipenda molto dal tipo di tradimento. Sono arrivato alla consapevolezza che il perdono sia la via più saggia da prendere in alcune situazioni. Le altre alternative al perdono porterebbero a rabbia, rancore o altri sentimenti negativi che a parer mio non facciano bene nè a noi nè agli altri, ma non è sempre semplice, per perdonare bisogna avere molto coraggio.

A chi consiglieresti il tuo libro e perché?
Dicono essere un romanzo che possa piacere molto ad un pubblico giovanile, ma io non escludo possa piacere anche ad un pubblico più adulto. Mi piace pensare al mio libro come un quadro in un museo: Puoi osservarlo, dire che è un bel quadro o no e passare al quadro successivo, oppure ci si può soffermare ad analizzare le scelte, i silenzi, chiedersi perchè ha reagito in un modo piuttosto che in un altro, avere una visione diciamo un pò più psicologica.Lo consiglio a chiunque abbia voglia di leggere una bellissima storia d’amore, di chiunque abbia voglia di mettere il cuore in una lettura o di chi abbia voglia di ascoltare quello che ho voluto urlare attraverso due ragazzi magnifici: Evan ed Elliot.

Io personalmente non vedo l’ora di leggere il seguito e immergermi di nuovo nelle atmosfere che sei riuscito a creare. Ti auguro una carriera sfavillante e tanta felicità!

Anna Pasquini – Alessandria Today

http://www.argentovivoedizioni.it/