Ampie schiarite 20. Il primario sempre in trincea. Avvocato filantropo. Catechismo con mascotte….. di Carlo Baviera

Anche in tempi di preoccupazione per il diffondersi dell’epidemia, dobbiamo ricordare il bene

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Alessandria: Il primario che non abbandona “la nave” – (riporto da un post di Facebook del 6 marzo: che presenta il ritratto di Stefano Paglia) “E’ il primario del pronto soccorso dell’ospedale di Codogno. Era a teatro con la moglie quando il 20 febbraio lo avvisarono dell’emergenza. Mollò tutto e andò di volata al pronto soccorso. Come il capitano di una nave, Stefano ha subito fatto evacuare tutti. Con nervi saldi, ha gestito l’emergenza nel luogo dove era lui quello in comando. E poi però, a differenza di un qualunque capitano, dalla nave lui non è sceso per ultimo. Ma ci è rimasto. E dal 20 febbraio non si è allontanano neanche per un minuto. Moglie e figlie a casa le sente e le vede solo in video chat. Perché sa che lì c’è bisogno di lui e non può andare via. Nell’emergenza c’è allora anche questo. C’è anche gente come Stefano.
C’è chi fa il suo dovere fino in fondo sacrificando tutto. E che con il proprio esempio ci fa capire che l’Italia ce la può fare. Grazie Stefano. Grazie per l’uomo che sei e per quello che fai. Uno di quegli Uomini con la “U” maiuscola. GRAZIE”.

Avvocato filantropo che “restituisce” il bene –  Si chiama Carlo Olmo vercellese, di professione Avvocato. Dice: “Quando sono nato la vita mi ha tolto tutto. Sono stato abbandonato, abusato, mi sono anche ammalato di epatite. Poi un giorno la vita mi ah restituito tutto, donandomi una bellissima famiglia e tutte le possibilità di fare quello che volevo. Oggi mi viene data la possibilità di donare a chi più ne ha bisogno” (intervista ad AgenSir). La pandemia gli ha offerto una nuova occasione di rendersi utile. Già in passato aveva dato prova di sensibilità e solidarietà: aveva acquistato una appartamento per i familiari in cura nell’ospedale oncologico di Torino, aveva finanziato la realizzazione di un ospedale in Uganda, due aule di un asilo in Perù, l’elettrificazione di un villaggio in Vietnam, e una biblioteca in Kenia. Oggi l’attenzione si sposta sulle necessità da Covid-19; e allora il nostro Avvocato acquista dall’estero e distribuisce gratuitamente mascherine, materiale di protezione, ventilatori ed altro ancora. Un impegno che continua, non è una tantum (e sarebbe già molto positivo); inoltre riesce ad essere più rapido delle stesse istituzioni.

Una mascotte per il catechismo  – «Corino»,  è stato la mascotte dell’appuntamento settimanale con il Vangelo della domenica spiegato ai bambini su Youtube e su Facebook dai frati della parrocchia Sant’Antonio di Padova a Palermo, accanto alla Stazione centrale. Capelli di lana e un abbigliamento sempre diverso, pronto a battibeccare con il parroco, ma anche tenerissimo con  tutti i bambini. E’ diventato il loro compagno di quarantena, negli incontri a distanza per un centinaio di bambini del catechismo, dalle loro famiglie, ma anche dei nonni: così, con questo stratagemma, anche gli adulti hanno avuto la possibilità di ascoltare la Parola. «L’8 marzo avevamo già sospeso tutti gli incontri e con le catechiste ci siamo chiesti cosa potessimo fare per non lasciare da soli i più piccoli – racconta fra Giuseppe Bennici –. Mi serviva un pupazzo, l’abbiamo trovato, e dall’11 siamo partiti con le registrazioni». Fra Giuseppe ha dato la voce a «Corino» (nome scelto dai bambini, diminutivo di Coronavirus) e il parroco, fra Gaetano Morreale, ha condotto gli incontri. E’ stato un successo. Un modo simpatico  e non “pesante” per far ascoltare il Vangelo di tutte le domeniche e il suo messaggio ai bambini. Un lavoro che affianca gli incontri (sempre a distanza) per il gruppo degli universitari, alla scuola di francescanesimo, alla lectio a cura di una biblista e alla preghiera liturgica. Sono spunti di iniziative valide per tutti.