IL NOSTRO MONDO, di FLORBELA ESPANCA – recensione di Elvio Bombonato

Bevo la vita, la vita, a sorsi lunghi

come un divino vino di Falerno,

posando in te il mio guardare eterno

come le foglie fanno sopra i laghi.

I miei sogni ora son più vaghi,

il tuo guardare in me oggi è più dolce

E la vita adesso non è il rosso inferno

tutto di parvenze tristi e di presagi.

La vita, Amore mio, voglio viverla!

Nella stessa coppa, alzata nelle tue mani,

avremo bocche unite a berla.

Che importano il mondo e le illusioni defunte?

Che importano il mondo e i suoi orgogli vani?

Il mondo, amore? Le nostre bocche giunte!

FLORBELA ESPANCA,   (trad. Alberto Cappi)

O NOSSO MUNDO

Eu bebo a Vida, a Vida, a longos tragos
Como um divino vinho de Falerno!
Poisando em ti o meu amor eterno
Como poisam as folhas sobre os lagos…

Os meus sonhos agora são mais vagos…
O teu olhar em mim, hoje, é mais terno…
E a Vida já não é o rubro inferno
Todo fantasmas tristes e pressagos!

A vida, meu Amor, quer vivê-la!
Na mesma taça erguida em tuas mãos,
Bocas unidas hemos de bebê-la!

Que importa o mundo e as ilusões defuntas?…
Que importa o mundo e seus orgulhos vãos?…
O mundo, Amor?… As nossas bocas juntas!…

§

Poetessa portoghese (1894 – 1930), visse prevalentemente a Porto. Ebbe amori travagliati, “sono una scettica che crede in tutto, una disillusa piena di illusioni, una ribelle che accetta, sorridente, tutto il male della vita, una indifferente traboccante di tenerezza”. Femminista, si uccise a 36 anni, l’8 dicembre 1930, il giorno del suo compleanno, dopo che le era stato diagnosticato un edema polmonare.  Poco prima aveva scritto: «Non aver paura, no! Tranquillamente, Come si addormenta la notte d’autunno, Chiudi gli occhi, semplici, dolcemente, Come alla sera una colomba che ha sonno…”.