Momenti poesia: BIMBI D’AFRICA, di Vittorio Zingone

BIMBI D’AFRICA    

Bimbi d’Africa, voi pagate a caro prezzo   

la voracita’ dell’uomo bianco.  

Ha razziato l’oro, ha depredato i campi   

e le vostre tende ha incendiato;  

i vostri padri ha venduto come schiavi    

l’uomo bianco.   

Dio guardava senza batter ciglio   

il vostro dolore immeritato.   

Ora vi mostrano le telecamere  

con quelle pance gonfie,  

a noi privilegiati bianchi   

per impietosirci un po’   

sul vostro stato;   

intanto vi si vendono armi   

per dilaniarvi, non pane,   

non acqua, non vita.  

Vi ho visti in capanne di paglia  

con le mosche avide di sangue  

sul viso, sul cranio  

in preda all’alopecia;   

ho visto – miracolo! –  un ruscello   

scorrere tra cumuli enormi d’immondizie   

mentre il delegato dell’ONU    

blaterava d’igiene con soddisfazione…   

Entrava ed usciva il cacciatore di notizie  

dal palazzo dei capi, soddisfatto  

d’avere concordato interviste  

in cui ognuno incolpava l’altro  

per il grave stato in cui versa l’Africa…  

Noi, ricchi Epuloni,  

dopo esserci avvertiti   

lo spirito rimorderci  

per qualche breve attimo,   

siamo tornati a sederci   

a tavole imbandite,  

poi a dormire spensierati  

in letti soffici,    

tra candide lenzuola.   

I bimbi d’Africa   

son la’ abbandonati,  

con la pancia gonfia,  

affamati ed assetati,  

con gli occhi colmi d’abbandono,   

distesi sopra stuoie o nella polvere,   

con le mosche che suggono col sangue   

le ultime energie, nel deserto d’Africa,  

indifesi contro la miseria,  

l’imperdonabil malattia…

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