Il comportamento altrui non è mia responsabilità. Mai. Sia una persona splendida o scorretta, lo è di suo e io non c’entro affatto. Neanche è mia la missione di entrarci. Il mio solo obiettivo è la mia vita e, dunque, il mio dovere primario è il raggiungimento della mia serenità, senza che ciò avvenga a scapito di altri.


Dal passato, visto che è già stato e si è concluso con un nulla di fatto, capisco che c’è una via unica per raggiungere quello che manca: concentrarsi sull’oggi.


Di sicuro non accadrebbe niente di positivo quando mi lasciassi andare ma, e questo è grave, potrei farmi solo male se le necessità, i bisogni, la rabbia o le varie inquietudini dovessero diventare le forze motrici del mio presente.


Allora avrei solo la garanzia che il nulla di fatto di ieri si tramuterebbe nel fatto male di oggi, per peggiorare nettamente domani. Il bisogno non è esattamente il sogno.

Riflessioni ovvie, è vero, ma volutamente ignorate dai più, perché è assai semplice colpevolizzare il prossimo sgravandosi di ogni responsabilità.

Ho rifiutato con fermezza di ricominciare oggi ciò che ho terminato ieri.


Il mio sogno non è mai stato quello di sistemarmi, adattandomi a qualsiasi cosa, e sono sempre più convinta che l’unione di diverse insoddisfazioni sia sacrilega e letale.
La pace deve essere raggiunta prima di tutto col proprio sé: dopo ci si può rapportare con tutto il resto del mondo. Nessuno è un salvagente e nessun altro è legittimato a fare da zavorra.

Io sono in pace con me: si sappia e si prendano le dovute distanze. Specie se si vuole perseverare coi ricordi di quel che non è mai stato abbastanza, almeno non per me.

@lementelettriche – di Paola Cingolani