La maschera della distanza…

 imbavaglia il sorriso taglia l’abbraccio

 passa il passo alla tela di ragno

 che cattura il battito del cuore,

 irretisce il bacio foriero d’amore.

 La tenerezza dello sguardo sola

scrive la sintassi dei sentimenti

e si apre a prospettive di rinascita

nella variazione del refolo che

soffia ancora la persistenza del lontano.

Siamo lumache nel guscio della

appartenenza: vogliamo il nostro

muro dove la scia ha lasciato traccia

e l’orto di casa ,dove fiorivano le

gialle ginestre del quotidiano

tra la zizzania del clamore inquieto

dei giorni diventati ora – desiderio – .