SEMPRE PIU’, di Vittorio Zingone

SEMPRE PIU’   

SEMPRE PIU’ MI CHIUDO IN ME MEDESIMO;

NON MI PARLA PIU’ IL FARSI DELLA STORIA,  

IL FARSI DELLA VITA, IL SUO DISFARSI,  

IL TRIONFALE NUOVO VERDEGGIARE,  

IL NECESSARIO TORNARE LA NATURA  A RIPOSARE 

PERCORRO STRADE STRETTE IN GALLERIE;   

ETERNO BUIO INTORNO, 

SI DISSOLVONO I VASTI PANORAMI,   

LE TRAME DEI PENSIERI, IL BRULICARE   

DEL FARSI E DIRSI DELLA MENTE,   

IL PIANTO DEI FRATELLI  

E’ MEMORIA DI TRASCORSA STORIA,   

NON PIU’ M’ATTIRAN MIRAGGI, ILLUSIONI,   

NE’ LA NOTTE CON LA VARIA LUNA, CON LE STELLE,   

COL BUIO DA TAGLIARSI CON COLTELLI.   

MI SON RELEGATO IN UNA TORRE MIA D’AVORIO,   

NON SO TRARRE DOCUMENTI DA FISSARE,  

MUTANDOLI ON PAROLE,    

POVERE PER DI PIU’ , NEL MIO DIARIO.   

SEMBRO MORIRE, DI CERCHIO IN CERCHIO, DENTRO,   

DALL’ESTERNO AL CUORE DELLA VITA;   

DELLA MIA, CERTAMENTE.   

ORIZZONTI SEMPRE PIU’ ESIGUI   

IN OGNI SENSO,   

SEMPRE PIU’ LA VISTA PERDE I SUOI POTERI  

DI VEDER LONTANO,   

D’ESSERE COM’E’ OCCHIO DI LINCE,   

D’ESSERE SU VETTA D’ALTO MONTE,  

D’AVER DINANZI A ME, ALLE MIE SPALLE,   

SPAZI IN OGNI SENSO ABISSALI,  IMMENSI.   

SE LANCIO ORMAI UN SASSO IN ACQUE TRASPARENTI,   

I CERCHI CHE SI VAN MOLTIPLICANDO   

SONO SEMPRE MENO APPARISCENTI,  

MENO COINVOLGENTI I SENSI, GLI AFFETTI, 

I SOGNI, LE SPERANZE.  

RESTO SOLO CON ME,   

L’ANIMA DI GIORNO IN GIORNO SI DISCARNA,   

IL CUORE VA PERDENDO I SUOI ARDORI,  

GLI OCCHI LA CAPACITA’ D’AVVICINARE  

COPIOSITA’ DI VITE IN LONTANANZA.   

COSI’ IL VIVERE D’OGNI CREATURA;  

APPENA AL MONDO   

HA UN FAZZOLETTO DI PROPRIE ESPERIENZE  CHE POI A DISMISURA SI VAN MOLTIPLICANDO,     

POI ANCORA E ANCOR  SCEMANDO.   

ALLORA E’ LEGITTIMO DIRE ADDIO  

A QUESTO SISTEMA DI COSE CONTINGENTE.

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