In Val Borbera c’è un prete 85enne, amato dagli abitanti e dai turisti. Due anni fa cadde dal trattore, e si ruppe una gamba; stava per morire all’ospedale, i medici e la Provvidenza lo salvarono. Tutti i sabati e le domeniche gira in 7 parrocchie, con un’auto scassata, guidando come un pazzo, a dir messa. Nel 2005, non si sa con che soldi, emulo di don Bosco, costruì un agriturismo, piccolo e comodo, con due sale da pranzo e alcune camere coi servizi al primo piano, gestito da una coppia di coniugi 50enni, che lui aiutò. La moglie cucina bene. E’ un vero agriturismo, con mucche maiali galline pecore capre; produce latte, formaggi, salumi, grano, granturco, orto con frutta e verdura, legna. Tutti questi lavori sono fatti da giovani, maschi e femmine, anche stranieri, il cui problema minore è la tossico dipendenza. Il prete offre loro vitto, alloggio e un salario. Non sai mai oggi chi ritroverai domani; però chi va via ha imparato un mestiere e gli arrivi compensano le partenze. Ci sono andato due volte con gli amici Mariangela e Matteo, che lo conoscono, Ho visto il breviario, riviste religiose, saggi. E un contadino colto e furbo. Si sedette a tavola con noi, e ci raccontò che ogni anno deve andare all’Agenzia delle Entrate a farsi rinnovare i permessi, per i quali spende mille euro l’anno. L’impiegato gli chiese se avesse urgenza, però bisognava pagare un supplemento. Il nostro rispose che lo avrebbe denunciato; quell’altro sostenne che si era spiegato male, e gli rinnovò subito i permessi. Quest’anno lo ha convocato l’Agenzia delle Entrate. L’impiegato gli contestò: “Lei è un evasore fiscale”; risposta: “Ceeerto; mi togliete il 70% del guadagno; come faccio a pagare i miei ragazzi?”. L’impiegato lasciò perdere.