Scherzi del destino (Simple twist of fate): tradurre Bob Dylan, di Giorgio Penotti

Alessandria: Due ragazzi sono seduti su una panchina, si guardano negli occhi. Basta quello sguardo per far capire a lui che la loro storia è finita. Tuttavia si recano nel vecchio hotel dove avevano deciso di passare la notte, ma mentre lui dorme lei esce, se ne va per strada per non tornare più. Quando si sveglia lui trova la stanza vuota, all’inizio non vorrebbe dare troppa importanza a quello che è accaduto, ma presto si accorge che qualcosa si è rotto dentro di lui. Da quel momento continuerà disperatamente a cercarla e ad aspettare il suo ritorno, incolpando il destino della sua sorte.

Questa è la storia di un amore infelice raccontata dalla ballata “Simple twist of fate” di Bob Dylan (Blood on the tracks 1975), quando l’ho riascoltata casualmente, dopo tanto tempo, mi è venuta una gran voglia di tradurla, proprio come se il destino me l’avesse messa lì apposta. Non ho mai tradotto canzoni e devo dire che il lavoro non è semplice, ma molto interessante, e può essere anche davvero gratificante. Alla fine ti sembra quasi di averla scritta tu. Tradotta alla lettera “Simple twist of fate” si può quasi adattare alla musica così com’è, basterebbe togliere qualche parola, si sa che l’inglese è più sintetico dell’italiano e che i vocaboli sono più corti. Ma tutto il gioco di rime e assonanze di Dylan salta completamente e il testo, anche se mantiene il significato originario, perde gran parte della sua musicalità. Così ho apportato alcune modifiche che mi sembravano opportune affinché anche nel testo italiano ci fosse uno schema di rime simile, ma non uguale, a quello inglese. Chi vuole può divertirsi a trovare le differenze, pubblico i due testi qua sotto. Buona lettura e buon ascolto.

They sat together in the park As the evening sky grew dark, She looked at him and he felt a spark tingle to his bones. ‘Twas then he felt alone and wished that he’d gone straight And watched out for a simple twist of fate.
They walked along by the old canal A little confused, I remember well And stopped into a strange hotel with a neon burnin’ bright. He felt the heat of the night hit him like a freight train Movin’ with a simple twist of fate.
A saxophone someplace far off played As she was walkin’ by the arcade. As the light bust through a beat-up shade where he was wakin’ up, She dropped a coin into the cup of a blind man at the gate And forgot about a simple twist of fate.
He woke up, the room was bare He didn’t see her anywhere. He told himself he didn’t care, pushed the window open wide, Felt an emptiness inside to which he just could not relate Brought on by a simple twist of fate.
He hears the ticking of the clocks And walks along with a parrot that talks Hunts her down by the waterfront docks where the sailors all come in. Maybe she’ll pick him out again, how long must he wait Once more for a simple twist of fate.
People tell me it’s a sin To know and feel too much within. I still believe she was my twin, but I lost the ring. She was born in spring, but I was born too late Blame it on a simple twist of fate.

Una panchina accanto a un muro il cielo che si fa un po’ scuro lei lo guardò fisso negli occhi sembrava che prendesse il volo e fu allora che si sentì solo.  Era meglio tirar dritto e stare attento agli scherzi del destino.
Camminarono lungo il canale qualche parola un po’ banale poi si fermarono in un vecchio Hotel con un neon che accecava. E come un treno che correva la notte lo colpì forse mossa dagli scherzi del destino.
C’era un sassofono che suonava lei camminava già per strada. La sua finestra si illuminò si svegliò ma si sentiva strano. Lei mise una moneta in mano a un mendicante cieco e scordò quegli scherzi del destino.
Quando si alzò la stanza era deserta la porta della soglia ancora aperta. Si disse che forse non importava e poi guardò attraverso un vetro, ma sentì come un vuoto dentro che non riusciva a spiegare provocato dagli scherzi del destino.
E l’orologio adesso fa tic tac il tempo passa al ritmo dei cognac la cerca disperatamente al porto dove i marinai fan ritorno. Anche lei tornerà un giorno ma quanto dovrà aspettare? Chissà! Sono scherzi del destino.
La gente dice che è un peccato essere troppo delicato ma lei per me era troppo bella troppo per essere vera. Lei che è nata in primavera, non come me, nato troppo tardi. Tutta colpa degli scherzi del destino.

Link video: https://youtu.be/nbOosT3n5Dc