Angelina

Alessandria: Questa foto di molti anni fa è della mia cavalla Angelina, che ora galoppa libera con la criniera al vento nei prati del cielo, la tenevo a Valmadonna e quando potevo uscivamo a fare delle lunghe passeggiate nella vicina campagna, ci spingevano quasi sino a Valenza. Lei aveva un intelligenza e una sensibilità superiore, forse anche più di molti umani, quando la lasciavo libera della maneggio correva felice e poi quando arrivavano altri cavalli nel recinto si avvicinavano formando un circolo con lei al centro che emetteva del mugolii e loro gli rispondevano, ho sempre pensato che Angelina sapesse parlare agli altri cavalli... Pier Carlo Lava

PARLIAMO DI  CAVALLI… di Giuliano Saba

Alessandria: Grande saggezza ed esperienza, leggo in poche parole.Mi tornano in mente, gli insegnamenti di mio Padre…

Stai a debita distanza da loro, 

Saranno sempre loro a venire da te. Per ringraziarti di tutte le volte che tu sei andato da loro per alimentarli…poi , dopo due carezze, riderai delle loro piroette…Visto che il tema è molto toccante aggiungo:

Mio padre, negli anni 50/60, per dar da mangiare a me e ai miei fratelli vendette un puledro ad un suo carissimo amico, il nuovo proprietario lo lo prese e lo porto’ nelle sue tenute a 11 km di distanza…,dopo soli tre giorni, mio padre, si ritrovo’ il puledro che nitriva. Dal lato posteriore della casa da dove lo aveva sempre accudito e fatto uscire, con grande dolore…, ricordo, le sue due dita o forse più di spuma sul suo manto grigio, che solo da vicino, si riusciva a vedere…Mio Padre, lo abbraccio’ , cosa si dissero’ non so…io da ragazzino, 7 anni avevo, gridavo al cielo, Pompei, ( cosi si chiamava) Pompei è tornato a casa,  Pompei è nostro. Mi sbagliavo. All’ora di cena , si presento’ il proprietario a denunciarne la scomparsa…

Ricordo ancora le lacrime di mio padre, lo asciugo’,lo spazzolo’ e gli diede la sua dose di paglia e fave…mio padre così li nutriva…

Tornando al nuovo proprietario, denuncio il fatto a mio Padre…Mio Padre, con tanto  di sangue freddo, pensando al puledro e al suo stato…credo che seppe frenare bene i suoi istinti impulsivi. Visto anche , che sul manto del puledro, aveva notato segni di frustate, e di questo parlava a cena, prima che il nuovo proprietario venisse a cercarlo a casa nostra e non nelle sue proprietà. Ricordo che mio Padre si ritirò in una delle poche stanze della nostra abitazione. Parlarono.Forse per più di mezz’ora.. io da furbetto andavo e venivo davanti alla porta e origliavo..Mio padre mentì ,e disse, il puledro non è tornato qui…ma se il puledro tornasse qui, prometto te lo porto io a sella. Mi fai riaccompagnare tu a casa da Sibiri( questa era la località a 11km).e vedrai che il puledro Non tornerà più a casa…mio Padre congedo’ il nuovo proprietario con una stretta di mano, forte e breve…come quella che io faccio tuttora . E che lui mi aveva insegnato.

All’alba del giorno seguente si alzò presto, diede fave e paglia al puledro, lo preparo, lo sello, lo fece uscire di casa e lo cavalco per 11 km…Pompei a casa nostra mai più tornò. Mio Padre, non credo che abbia mai sussurrato ai cavalli…

Credo che lui ci parlasse, spiegasse e loro capissero…