La Grecia per me?, è una luce che affascina e strega, di Federica Vanossi

È una luce che  affascina e strega.

Se le faccio compagnia fino al tramonto, seduta sulla sabbia con un quaderno in mano, la magia del viola-azzurro che sposa il mare ed anche me, cancella vecchie e nuove ferite.

.Ne ho visti di cieli: ho viaggiato tanto, prima di trovare il paese che non era il Turkmenistan e nemmeno l’Uzbekistan .Io sapevo solo che il nome finiva in -tan e mi chiedevo perché, mio padre, mi avesse dato solo indizi. Non volevo giocare alla caccia al tesoro: io volevo che non ci lasciasse. 

E quella lettera nella tasca di ogni vestito, girava il mondo con me, ma ci sono voluti più di ottanta giorni. 

Ho dovuto scavare vent’anni per recuperare il forziere e risolvere l’enigma. Lui seminava aiuti, io non li vedevo.Poi, tornata in Grecia, è stato il Meltemi ad accompagnarmi fino alla porta di un giardino segreto che credevo fosse bruciato,insieme all’incapacità di chiedere scusa a chi non mi aveva abbandonata.

 L’erba secca graffiava le gambe e i sassi ferivano i piedi nudi ma sono andata avanti, seguendo la scia di gelsomini che non facevano capolino. 

Era un profumo, uno di quelli che lui ci insegnava a riconoscere ad occhi chiusi e che mia sorella mi ha ricordato, porgendomene uno nella mano. 

Un ritorno all’infanzia e poi a mia madre, a mio padre ed alla lettera sgualcita, alle mie sorelle ed a me, insieme a loro. 

Quando ho capito cosa significasse il tesoro che ho ricevuto in eredità, la luce del sole, quella del mare, dei tramonti,delle casette bianche e dei templi, dei visi a cui sorridevo,a  qualcuno più che ad altri, ha assunto sfumature molteplici. 

Erano tonalità che non volevo far rivivere.Erano profumi che gridavano libertà. Cos’è la Grecia per Federica ? E’ il paese in-tan, la capitale del microcosmo che vive in me e che solo le parole d’amore di chi mi proteggeva in silenzio, ma rumoroso in una grafia che si legava alla mia, senza bisogno di virgole e punti esclamativi, avrebbero potuto indicarmi. 

Mi hanno cantato un’antica ninna-nanna, , riportandomi  dolcemente alla vecchia Auretta e solo in seguito, ad Alessandra, Annalia ed Elena, che corteggio in ogni libro; però il soggetto di ogni mia reggente è nuovamente il paese in -tan, la Grecia azzurro gelsomino. 

Non esiste quel colore? Io l’ho visto a casa nostra, dove l’incantesimo si rinnova ad ogni sorriso che dal balcone o dal giardino, inaridito ma vivo ai miei occhi, corre su , dovunque siano….i nostri genitori.