Stop a speculazioni su produzioni simbolo del territorio, di elevate qualità organolettiche
Nocciole: assurdo che i prezzi aumentino in Turchia e diminuiscano in Piemonte
Fondamentale far capire agli sgusciatori l’importanza di un’equa remunerazione

Siamo al paradosso! Aumentano i prezzi delle nocciole turche e scendono quelli della Tonda Gentile Trilobata e della Piemonte Igp.
E’ quanto commenta Coldiretti Alessandria analizzando i prezzi delle nocciole turche che da 229 euro al quintale sono passate a 258 €/q mentre la Piemonte Igp continua ad essere acquistata agli stessi prezzi di inizio raccolta. A confermare l’aumento dei prezzi del prodotto turco è lo stesso presidente dell’Associazione delle Cooperative di coltivazione e vendita, Fiskobirlik, che sul sito turco FindikTv.com dichiara di essere particolarmente soddisfatto di questa stagione e che i prezzi sono al di sopra del mercato.
“Palese ed evidente, quindi, quanto sta avvenendo sul nostro territorio dove continuiamo a constatare prezzi troppo bassi e comportamenti irresponsabili degli sgusciatori per un prodotto simbolo del Made in Piemonte e, dal punto di vista organolettico, di elevata qualità – sottolineano il Presidente e il Direttore Coldiretti Alessandria Mauro Bianco e Roberto Rampazzo -. La nocciola Igp Piemonte e la Tonda Gentile Trilobata sono un’eccellenza con numeri importanti: 2000 aziende con 23mila ettari di superficie coltivata di cui 15mila in piena produzione, per una produzione totale media di 200mila quintali. Per la provincia di Alessandria sono 450 le aziende coinvolte nella corilicoltura per una produzione totale media di 20.000 quintali su 5.000 ettari di cui 1.000 in piena produzione. Alla luce di tutto questo, con un’operazione di reale trasparenza attraverso un video-documentario del regista Stefano Rogliatti, mostreremo la differenza, anche dal punto di vista etico, che esiste tra quanto coltivato in Italia e quanto avviene in Turchia. Una denuncia necessaria per far comprendere al mondo degli sgusciatori l’importanza di sostenere la nostra produzione attraverso un’equa remunerazione dei corilicoltori, del loro lavoro e dei valori racchiusi nel prodotto stesso”.