Senigallia, AN, città della fotografia: da oggi al via l’esposizione delle opere di AlìtA con “MICROSTORIE”.
Il mio consiglio? Andateci, intanto vi racconto un aneddoto, risale alla mia scoperta di questa bravissima artista.


Un anno fa ho subito pensato a Francesca Woodman guardando delle foto.
Le ha scattate AlìtA Rita Santanatoglia che, spesso, come Paola Tornambè (altra grande fotografa), mi lascia usare le sue immagini per scrivere versi.

Un uomo, evidentemente non sa chi sia la Woodman, si è impicciato sul mio post, nonostante avessi taggato solo alcune persone, i miei riferimenti editoriali e i soggetti coi quali collaboro.

Ha tirato fuori la storiella del corpo femminile usato quale strumento eccetera.
Ora, posto che se non si conosce un’artista si può anche evitare, quando su di un’immagine ci sono nomi in tag (e non sono contatti comuni) tacere è d’obbligo.

C’è un’aggravante: le cose “sporche” sono banalità, così come il male è solo negli occhi di chi lo vuole vedere.
Ho cercato di spiegare con calma, ma mi ha cancellata: pensare che non gli ho detto né ignorante, né impiccione, anche pensandolo.

Signori miei, l’ego dev’essere sgonfio, sempre, o a cadere dagli scranni è un nanosecondo ma, una volta caduti, non ci si rialza. Non più.

A volte c’è chi si sente di impersonare l’algoritmo censore di Facebook ed è assurdo, così come lo è il paradosso della banalità.

Per chi si trovasse dalle parti di Senigallia, città della fotografia, l’invito è quello di godersi MICROSTORIE, le opere di AlìtA.



@lementelettriche – di Paola Cingolani