Immagini allo specchio. Poesie d’amore e di vita una silloge di Silvia Campagnolo

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Nota  dell’Autrice

I due comuni denominatori di questa silloge, sono il tempo e l’amore.

Il primo, descritto come elemento da cogliere e assaporare in ogni attimo della propria vita, senza lasciarsene sfuggire l’essenza e il gusto, sia nel bene che nelle avversità, con l’invito a non abbandonarsi alle futilità, alle apatie, alle quali, spesso, per bisogno di far scorrere gli eventi negativi, si è portati a perseguire.

Il secondo, l’amore, viene decantato e celebrato in ogni forma espressiva ed emotiva nella quale ogni essere umano può ritrovarsi.

Esso è il sentimento principale dell’esistenza umana, e come tale, non sempre viene vissuto, funzionalmente e in coerenza con una razionalità che ci dirige e ci fa andare avanti.

Viene “raccontato” come forma di appagamento, erotico e fisico, come sogno, favola, come desiderio nel soddisfare un bisogno affettivo, ma viene anche rappresentato come sofferenza, travaglio, gusto del proibito, come condizione illusoria, vissuta attraverso l’incapacità di lasciare andare l’altro, e quindi come elemento emotivo ossessivo e, ahimè! anche violento.

Ed è su quest’ultimo aspetto che invito il lettore o la lettrice a soffermarsi, sul saper cogliere, attraverso la lettura di questi versi, il messaggio sotteso, nel quale ogni condizione può portarci alla ricerca del “Sé”, del proprio benessere, a prescindere “dall’altro”, e a considerare l’incontro con l’altro come elemento di arricchimento in un’esistenza già piena e impreziosita da un cammino personale e solitario.