Momenti di poesia. DORME, di Vittorio Zingone

DORME     

Dorme la donna mia   

poggiato appena il capo sul guanciale;    

ha una stanchezza tale   

che si può tagliare col coltello.   

Ha giorni pieni zeppi;   

tra impegni di lavoro e di famiglia   

non ha tempo di sedersi e riposare;   

forse la morte non potrà ghermirla   

perché non saprà dove trovarla.    

Non ha tempo di volgere preghiere   

al sommo suo Fattore quando è sera;   

s’infila appena sotto le lenzuola    

e già è indifesa creatura;   

chiunque può, se vuol, farle del male.