Nel fragoroso silenzio

delle carnosità serrate,

sferrando occhiate

da arti imparziali,

traesti me,

lo stecchino più corto,

viandante

dal cuore mozzo,

sozzo di vita vissuta

sul fondo del pozzo.

Accennando un sorriso

con l’angolo della bocca,

ti chiedesti

“Chissà perchè?”

e asseristi

“Comunque sì…”

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