Lei si chiamava Angelina, di Pier Carlo Lava

Ciao mia cara e bella Angelina

La mia bella e cara Angelina

Alessandria today: Questa foto di molti anni fa è della mia cavalla Angelina che ormai non è più con noi da molti anni.

La tenevo a Valmadonna e quando potevo uscivamo a fare delle lunghe passeggiate nella vicina campagna, spingendoci quasi sino a Valenza. 

Sella IngleseEnglish saddle

Sin dalla nostra prima uscita mi resi conto che i cavalli sulla strada del ritorno tendono ad andare più velocemente, forse perché sanno che giunti alla meta quando verranno messi nel loro box li aspetta un bel pastone tiepido di carote, biada e crusca.

Il cavallo ha una capacità di orientamento decisamente superiore all’uomo, ricordo che una volta uscendo  in passeggiata avevo voluto scoprire una strada diversa e mai fatta prima che tra l’altro rappresentava un percorso più lungo come tempo di percorrenza.

All’andata nessun problema mentre al ritorno in un tratto di bosco con piante molto basse che non permettevano al sole di penetrare, mi sono trovato di fronte un bivio, che avevo  fatto anche all’andata ma sulla strada del ritorno non ricordavo più la direzione da prendere, si stava facendo tardi e se avessi sbagliato sarei arrivato al maneggio che faceva buio. 

Allora d’istinto l’ho girata indietro di qualche metro e poi sono ripartito al galoppo lasciando scegliere a lei la direzione da prendere, al bivio scelse una strada e dopo un breve tratto di percorso riconobbi che eravamo sulla via del ritorno, Angelina mi ha aveva dimostrato di avere un senso di orientamento superiore al mio per ritornare a casa.

Lei aveva una sensibilità e una capacità di socializzare molto elevata, quando la lasciavo libera della maneggio correva felice e  se arrivavano altri cavalli nel recinto le si avvicinavano formando un circolo con lei al centro che emetteva dei piccoli nitriti e brontolii ai quali gli altri cavalli rispondevano in modo analogo.

Ho sempre pensato che Angelina amasse chiacchierare con i suoi simili.

Il cavallo è un animale nobile e imponente andare a cavallo non è come andare in moto, in auto, o in bicicletta, in quanto si sta cavalcando un essere vivo e pensante, che comprende subito chi è l’essere umano che lo sta montando, perciò sopratutto nei primi tempi va conosciuto, capito e occorre interpretare con anticipo le sue possibili reazioni, sopratutto quando si esce per una passeggiata in campagna. 

Per i neofiti aggiungo che mentre nel maneggio il cavallo si sente chiuso e quindi le sue possibili reazioni, che non sono da escludere dipende dall’esemplare ma comunque sono limitate, all’aperto sia nei grandi spazi che nei boschi può avere delle reazioni diverse e a volte imprevedibili, in particolare se si esce con altri cavalli, dato che alcuni esemplari sentono molto la competizione perciò occorre saperlo controllare. 

Angelina sin dall’inizio ha dimostrato un intelligenza superiore alla media era come se mi leggesse nel pensiero, sapeva quando volevo andare al passo, al trotto, oppure al galoppo… 

Altro consiglio quando si sella il Cavallo e si tira la cinghia che passa sotto la sua pancia occorre tenere conto che lui tende a gonfiarla, quindi dopo la prima trazione non agganciare subito ma attendere 10 secondi e poi dare un altro tiro per assicurarsi che la sella sia ben agganciata, onde evitare che alla prima curva ci si ritrovi con la sella sul fianco della cavallo anziché sopra… e ovviamente si rischi una caduta con le relative conseguenze..

Quando andavamo a trovarla appena entravamo nel capannone dove c’erano i box con tutti i cavalli (a quell’epoca eravamo a Pravernara una località vicino a Valenza) come ci vedeva iniziava a nitrire a suo modo ci faceva capire che era contenta di vederci e che dire di quando mia moglie le preparava il pastone cotto con biada, crusca e carote, lei saltellava nel box sprizzando contentezza  da tutti i pori per quella prelibatezza (a suo parere) che di li a poco avrebbe sbranato.

Ricordo che una volta mentre la stavo portando dal box al recinto del maneggio, camminando le ho involontariamente tagliato la strada e lei piuttosto che venirmi addosso (pesava 4,5 quintali) si è buttata nel fosso… una dimostrazione di affetto nei miei confronti che non scorderò mai.