Intervista alla poetessa e scrittrice Gabriella Paci, a cura di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di pubblicare un intervista in esclusiva alla poetessa e scrittrice Gabriella Paci, che rispondendo alle domande ci parla di lei delle sue opere.

Ci vuoi raccontare chi sei e cosa fai nella vita e qualcosa della città dove vivi?”

Non è mai semplice raccontarsi. Ognuno di noi è l’insieme di tante sfaccettature diverse ;a volte prevalgono alcune, altre volte, altre. Senza ricorrere a Pirandello siamo l’insieme di tanti aspetti diversi, talvolta perfino contrastanti tra loro. Io mi ritengo una persona in continuo divenire ,anche se ho bisogno di restare ancorata a certi capisaldi in cui credo e che mi hanno guidato nella vita :forse il fatto di essere stata finora un’insegnante di lettere con il dovere di indicare un percorso di vita e di cultura, ha consolidato in me il rigore, la  trasparenza, l’onestà e il bisogno di avere sempre e comunque un obiettivo da perseguire per poi doverlo superare o mantenere, una volta raggiunto. La tenacia è un’altra qualità che ritengo importante, al fine del raggiungimento di un obiettivo, quanto avere la capacità, se non più.

Gabriella Paci

Ora, lasciato l’insegnamento, mi dedico a me stessa, dimenticando  quei ritmi quasi frenetici che scandivano le mie giornate ; leggo, scrivo, passeggio, osservo, rifletto … purtroppo i tanto amati viaggi devono essere rimandati a tempi più sereni. Il vivere da sempre ad Arezzo, città dal sapore provinciale, ricca di storia e immersa nella tipica campagna toscana, è indubbiamente piacevole dal punto di vista paesaggistico e artistico e la mancanza di vitalità che a volte le si rimprovera, è compensata dai rapporti umani, ancora piacevoli abbastanza stretti. Inoltre, qui ho tanti ricordi e quasi ogni angolo è legato aduna persona, un incontro, un episodio della  vita …e, dunque ,del cuore. 

“Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

Ho sempre amato la scrittura, che ritengo la forma più personale di esprimersi e di relazionarsi con il mondo: è la parola che decodifica e ci fa appropriare della realtà, rendendoci al tempo stesso, conoscibili per gli altri. Per questo sostengo il valore di un’espressione che pur rimanendo nei canoni del “poetico” ,riesca a palesarsi in modo sostanzialmente  chiaro. Ho tuttavia iniziato a scrivere poesie solo da pochi anni,s pinta dall’urgenza del comunicare, di esternare e ,dunque  in qualche modo rendere conosciute o perlomeno meno misteriose certe inquietanti domande sul vivere, sul dolore, sugli eventi di cui non sappiamo farcene una ragione logica. Forse, la molla iniziale è stata proprio la malattia e la sofferenza di mia madre, donna ritenuta sempre dal carattere e dalla tempra d’acciaio.

Ci vuoi parlare di libri che hai scritto?

Ho scritto varie poesie che, a partire dal 2014,sono confluite poi in varie raccolte edite. La prima, edita da Aletti nel 2015 si intitola “Lo sguardo oltre…” proprio ad indicare che la poesia ti permette di andare oltre il contingente e l’apparenza, spingendoti a guardare nel profondo di te stesso e della realtà, ma, nello stesso tempo, è essa stessa materia che ti distoglie e ti appaga

Il secondo libro, edito da Effigi nel 2017 è “Onde mosse”.Qui il turbinare delle emozioni e dei sentimenti già anticipano la terza ed ultima raccolta. Il mare,con il suo incessante movimento di avanzamento e di ritirata, il suo essere sempre in divenire, mi è sembrato il “correlativo oggettivo” per dirla come Eliot, del mio animo, in continua alternanza tra conquiste e perdite ,in un costante divenire che non è mai pacificazione o quiete se non per brevissimi momenti.

Infine, il terzo e per ora ultimo, è edito da Luoghinteriori nel 2019 e si intitola “Le parole dell’inquietudine “.Qui l’interiorizzarsi di certe emozioni è ancora più marcato, e le poesie accolte in questa silloge, svelano, più che negli altri due libri, il mio personale stato d’animo che potrei definire “romantico” nel senso più stretto del termine e cioè costantemente alla ricerca di un punto di arrivo che tende all’infinito e, perciò irraggiungibile .Rappresenta cioè la tensione dell’uomo verso qualcosa che fugge, sia esso il senso stesso ,inteso in modo laico, da dare alla vita.

In tutti i libri ,comunque, si affrontano con parole e ritmi diversi ma caratterizzanti un certo modo di “fare poesia” temi che spaziano dagli affetti di ogni tipo, alla perdita ,al trascorrere del tempo, alla minaccia terroristica, alla visione di luoghi e paesaggi in cui scoprire altri aspetti del sé, alla meraviglia della natura.

Come definisci la tua poesia?

Anche in questo caso, ritengo che una definizione possa non essere esaustiva ;la mia è una poesia legata al filo conduttore del divenire e cioèdel seguire il flusso costantemente vario delle situazioni pur ritrovando in esse certe  costanti. E’ una poesia “dell’ascolto”,in quanto nasce dall’ascoltare quello che si agita nell’animo e per poi trovare l’espressione più adatta a palesarlo. Anzi, potrei dire che talvolta è come se sentissi una musica dentro, lieta o triste a seconda dei casi, per la quale  non trovo termini adatti per poterla esternare e che, rimane chiusa, in attesa di una scintille che le dia vita materiale con le parole.

Come già detto in precedenza, la mia poesia è sia lirica che civile poiché intende parlare a tutti coloro che sanno ascoltarsi di quelle che sono le grandi inquietudini e attese di sempre degli uomini.

Hai partecipato ad alcuni importanti concorsi letterari ottenendo ottimi consensi ed ambiti riconoscimenti:ce ne vuoi parlare?

Partecipare ad un concorso letterario di minore o maggiore rilevanza può sembrare narcisismo e forse, per alcuni lo è. Per me, tuttavia, è il raggiungere un obiettivo e il superarlo, avendo così la conferma che la mia poesia ha davvero un ruolo importantissimo che è quello di comunicare ,in modo forte e sincero ,i miei pensieri e il mio animo e questo, mi appaga e mi fa sentire in comunione con gli altri. Del resto, ho sempre amato leggere poeti e scrittori che riescono ,attraverso la parola, a riempire l’anima e la mente senza bisogno di effetti speciali o artificiali e,nel momento che ottengo un riconoscimento, mi sento di farne un po’ parte anch’io.

Dal 2015 ho ottenuto centinaia di premi in concorsi anche di livello internazionale ,classificandomi nel podio dei primi tre ,ad esempio,il Premio il golfo dei poeti Shelley e Byron” il premio A.U.P.I. di Milano, Il premio “Buongiorno Alda-accademia dei Bronzi  “ Il premio Ut pictura poesis “ il Cumani –Quasimodo; “A vento e sole “e la lista potrebbe continuare. 

Faccio parte di importanti associazioni come “Poetas del mundo , di “Wiki poesia “e ho pubblicato su riviste quali “Buonasera Taranto;Luogos “ del Giglio blu di Firenze, Il Convivio”

Chi è per te un poeta?

Un poeta è una persona dalla sensibilità accentuata ,che sa “ascoltarsi ed ascoltare”.Molti, tuttavia non possiedono gli strumenti linguistici idonei ;per cui aggiungo che occorre avere i cosiddetti “strumenti di base”e sapere che la poesia ha un linguaggio diverso dalla prosa, e che anche se non si utilizzano più le rime, occorre dare al componimento una certa musicalità ed un certo ritmo che devevariare a seconda del contenuto e delle sensazioni da suggerire. Molte volte bisogna appunto “suggerire “,senza definire, stati d’animo ed emozioni che ,trascritte in prosa (la famosa parafrasi di scolastica memoria) diverrebbe arida struttura,priva del fascino musicale e indefinito della poesia.

Quante ore dedichi al giorno alla scrittura e solitamente a che ora preferisci scrivere?

Non so e non ho mai fatto caso al tempo :la poesia mi cerca e mi trova nei momenti più disparati:

davanti ad un paesaggio particolare, durante una camminata, all’apprendere una notizia lieta o dolorosa…Magari appena posso,scrivo quello che ho provato in quel momento …

L’orario in cui ultimamente preferisco scrivere è il pomeriggio, dato che è il momento del giorno più tranquillo..ma di solito è un rielaborare emozioni e pensieri provati in altri momenti.

A volte dedico alla scrittura poco tempo, altre volte anche un intero pomeriggio. La poesia non è un’arte che richiede stabilità di orari:ci sono giorni o mesi, in cui non si fa sentire e poi, magari , si può scrivere più di una poesia nello stesso giorno.

Secondo te cosa pensa la gente dei poeti e degli scrittori?

Oggi si legge poco e quel poco riguarda perlopiù romanzi o comunque ,prosa.

La poesia è sempre più un “genere di nicchia”, poco commerciabile, tanto che alcuni editori sidefilano dalla pubblicazione di raccolte poetiche o ti fanno capire che è un favore che fanno. Sono i poeti che leggono altri poeti e , dunque, diviene una specie di cerchio di adepti che la gente comune snobba. La poesia è difficile da capire, non ha trama né finali ad effetto e , dunque, chi scrive poesia è spesso un solitario, un incompreso. La gente si complimenta per i successi ma poi, non legge e non apprezza più di tanto il poeta, a meno che non sia un nome patentato nella storia della letteratura.

 Cosa consigli a chi vuole iniziare a scrivere?

Chi vuole iniziare a scrivere lo fa comunque, perché sente dentro di sé l’esigenza e il piacere di farlo. 

Consiglierei, se di poesia si tratta, diventare un buon ascoltatore-osservatore,  di leggere i grandi poeti della letteratura e di acquisire la strumentalità di base del linguaggio e della tecnica espressiva poetica perché la  poesia è immediatezza ma anche capacità di saper comporre in modo armonico e di saper gestire il flusso delle emozioni.

Consiglierei inoltre di scrivere come si sente di essere e non assecondare mode o modi non suoi.

Progetti e sogni nel cassetto?

Sento sempre l’esigenza di pormi un obiettivo e mettermi alla prova, per cui ho sempre nuovi traguardi da raggiungere. Un progetto a breve termine è quello di editare un nuovo libro con le poesie che ho composto in questi due anni il cui filo conduttore è il trascorrere del tempo Vorrei riuscire a dare sempre un qualcosa di più nella mia produzione e ,dunque, raggiungere un livello più alto di quello che posso aver ora.

Ammiro  e stimo moltissimo alcuni poeti contemporanei, la cui produzione poetica desta in me lo stupore per come siano riusciti a dire in modo così poetico e coinvolgente certe situazioni e resto come davanti ad un bel quadro dove tu ti senti di farne parte pur essendone fuori.