Perché, di Vittorio Zingone

Perché   

Perché assassinammo l’amicizia  

che ci scaldava l’anima ed il cuore   

e ci faceva viver giorni belli,   

ci rendeva la vita meno amara?   

Com’eran desiderabili i domani   

che ci fossero in vista sole o nuvole,   

che ci si profetassser fati avversi,   

che ci si prospettassero   

strade cosparse di pungenti spine!    

Era bello pensarci, fare sogni,   

avere a cuor la vita l’un dell’altra,  

soffrir delle reciproche sciagure,   

farci coraggio, darci dei consigli.    

Quale futuro or, dolce Morena,   

possiamo ai nostri cuori augurare?    

Io ho perdute tutte le speranze,   

il nuovo millennio è un maledetto incubo;   

l’Immacolata è stata per noi due   

un cataclisma che ci ha condotti   

su due avverse sponde,   

lontanissime fra loro.

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