PER IL RILANCIO DEL TRASPORTO FERROVIARIO DI MERCI E PASSEGGERI, di Renzo Penna

Alessandria: Proseguendo nell’impegno volto a rilanciare lo Scalo di “Alessandria Smistamento” per le merci e ripristinare un collegamento veloce per i passeggeri Torino-Alessandria-Roma segnaliamo alle Amministrazioni e agli Enti interessati le  seguenti proposte di “Città Futura”.     

1) Scalo merci Rfi di Alessandria Smistamento

In questi ultimi mesi e per diverse ragioni:

– a) lavori sulla linea Genova-Milano in relazione alla realizzazione dei collegamenti necessari all’innesco della nuova linea del Terzo Valico; 

– b) limitazioni varie conseguenti alla presenza del Covid-18;

– c) disagi nei collegamenti autostradali per interruzioni e criticità che stanno favorendo il trasporto su ferro.  

Il traffico dello scalo, di norma pari a 15/20 treni giornalieri è cresciuto fino a 50 e  oltre convogli al giorno, provocando in alcune situazioni una difficoltà nella gestione del medesimo, viste le ridotte capacità di ricevimento. Si è, infatti, passati nel corso degli anni, dai circa 30/ 40 binari di arrivi e partenze attivi e funzionanti a meno di 10.

Ciò sta a significare che lo scalo di Alessandria, pur ridotto nelle capacità dal disimpegno degli ultimi decenni, facendo parte del nodo ferroviario alessandrino ha capacità di collegamento notevoli nelle varie direttrici, italiane ed europee, attraverso il Corridoio Rhine – Alpine.

 Come conseguenza e in attesa del Progetto di fattibilità (18 mesi), di quello definitivo (6-8 mesi) e dei lavori di ristrutturazione e riorganizzazione a cura di Rfi (stima di 2 anni), sono urgenti e necessari interventi sullo scalo per renderlo, da subito, più operativo. Oltretutto per riattivare alcuni dei binari potrebbero bastare lavori di manutenzione  (es. verifica efficienza scambi, sostituzione traverse, ecc).

Nella fase pandemica favorire il trasporto delle merci su treno risulta più sicuro dal punto di vista sanitario in quanto sostituisce decine e decine di Tir, riduce il numero di persone coinvolte e i potenziali contatti e contagi interpersonali. Inoltre la fortemente critica situazione dei collegamenti stradali e autostradali di Genova e della Liguria consiglia fortemente la crescita del trasporto merci su ferrovia sia per rendere la circolazione stradale più sicura e scorrevole che per ragioni di tutela dell’ambiente (nelle emissioni climalteranti di gas serra il trasporto su ferrovia è quello sotto il profilo ambientale più compatibile e nettamente meno inquinante di quello su gomma e stradale).

2) Collegamento veloce passeggeri tra Alessandria e Roma

Condividendo il progetto di revisione della programmazione del sistema ferroviario per passeggeri sull’asse Torino – Asti – Alessandria – Milano presentata dalla Fondazione SLALA che si sviluppa  su due piani, a breve e a più lungo termine, avanziamo la seguente proposta di un collegamento veloce Torino-Alessandria-Roma che si basa su due convogli nelle 24 ore per rendere possibile l’andata e il rientro in giornata dalla Capitale.

La proposta consiste in un “frecciarossa” che partendo da Torino e percorrendo la linea Torino-Alessandria-Piacenza si immette sulla linea ad alta velocità (AV) Milano Bologna attraverso l’interconnessione di Piacenza est. Un treno veloce può percorrere, senza particolari problemi, la tratta Torino PN-Asti-Alessandria in circa 55’ e la tratta Alessandria-Piacenza impiegando lo stesso tempo. Da Piacenza in circa 10’ il treno può essere sulla linea AV da dove, in circa 40’, può arrivare a Bologna Centrale. Tempo totale circa 2 ore e 40’. 

I treni più veloci da Torino a Roma/Napoli/Salerno percorrendo la linea AV (via Milano) impiegano circa 2 ore e 20’ nel tratto da Torino a Bologna. Per chi parte da Torino Porta Nuova il tempo di percorrenza è superiore, ma già per chi si serve della stazione di  Torino Lingotto, ovvero per i viaggiatori della parte sud di Torino e zone circostanti  i tempi sono all’incirca equivalenti. Per astigiani e alessandrini il risparmio in termini di tempo si può quantificare, rispettivamente, in almeno 40’ e 20’, ma il vantaggio maggiore  risiede, anche per i piacentini, nell’utilizzare una relazione diretta senza trasbordi e coincidenze che, sovente, rischiano di saltare. Ulteriori grossi benefici in termini di tempo saranno possibili quando verranno realizzati i miglioramenti previsti da Rfi per aumentare la velocità dei treni sulla tratta Torino-Alessandria-Genova fino a 200 km/h. Per la linea Alessandria-Piacenza è previsto il quadruplicamento Tortona-Voghera che, però, porterà a una riduzione dei tempi di percorrenza non rilevanti. 

3) Piattaforma Maersk di Vado Ligure

Nel progetto della piattaforma Maersk è prescritto che il 40% delle merci in arrivo sia inoltrato su ferro, ma le opere per il collegamento ferroviario con la piattaforma sono in ritardo (anche a Genova) e attualmente per poter utilizzare la linea ferroviaria è necessario spostare i container mediante mezzi semoventi su gomma per un tratto di circa un chilometro con rilevanti conseguenze su tempi e costi.

La proposta dell’associazione “Noi per Savona”, che condividiamo, riguarda la realizzazione di un collegamento ferroviario che raggiunga direttamente la piattaforma attraverso un sovrappasso agibile per i mezzi ferroviari.

Ciò, oltre a rendere possibile il conseguimento della percentuale delle merci inoltrate su ferro, consentirebbe il pieno utilizzo della ferrovia Savona-San Giuseppe Cairo-Acqui-Alessandria.

4) I “buffer” e il consumo di suolo

Se il progetto di fattibilità dello Scalo merci riproporrà la realizzazione della “bretella” di collegamento dell’autostrada con Alessandria Smistamento sarà possibile realizzare direttamente nello scalo il trasbordo della merce dai Tir ai binari della ferrovia. Evitando la sosta a terra dei Teu.

Per le aree di sosta delle merci, i “buffer”, comunque ritenute necessarie per velocizzare lo spostamento delle merci dai porti liguri, vista la loro dimensione (alcune centinaia di migliaia di metri quadri), è necessario che per la loro realizzazione non si consumi nuovo suolo fertile, ma si utilizzino il più possibile aree già compromesse (es. capannoni dismessi).     

Renzo PENNA e Nicola PARODI

per l’Associazione “Città Futura” (www.cittafutura.al.it)

Alessandria, 30 settembre 2020