Salve lettori vorrei consigliarvi un romanzo: L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera, Adelphi.

Un testo, a mio avviso, che va letto almeno una volta nella vita.

È un libro che definirei accademico, lo utilizzerei come testo universitario per la proprietà di linguaggio e il modo di proporre vari argomenti.

È un romanzo che bisognerebbe leggerlo come se si costruisse un edificio.

Le mura sono il periodo storico in cui viene ambientata la storia: invasione russa di Praga quindi la società che cambia. 

Man mano ci adentriamo nelle stanze e troviamo i personaggi, cui vite per vie traverse s’intrecciano. 

L’autore attraverso i racconti delle vite dei personaggi approfondisce il significato di alcune lessici, traendo spunto da quello che succede. In questo modo definisce i caratteri, la psicologia di ogni personaggio. L’autore si mette al di fuori e sembra conversare con loro, come se fossero a sé, e non usciti dalla sua penna.

Il romanzo può risultare a tratti impegnativo per gli argomenti trattati ma sempre molto interessante come vengono spiegati.

La bellezza di questo romanzo risiede proprio nel suo essere particolare nel modo di essere raccontato.

L’essere umano viene rappresentato non tanto quanto persona ma per quello che lo rende tale, il suo pensiero verso se stesso e il mondo. La sua lotta per ottenere qualcosa o qualcuno e quando l’ottiene viene preso da quella insostenibile leggerezza dell’essere, quindi senza motivo apparente la lascia andare, o diventa un’icona nella mente, vivendo in una illusione, oppure avendo un punto fermo, si cerca comunque qualcosa di effimero e nelle menti segnate diventano vittime e carnefici verso il prossimo. Una stessa sittuazione in un personaggio viene giudicata e in un altro giustificata.

Un romanzo davvero particolare che contiene storia, psicologia, amori, inganni e delusioni, il suo mix è unico.

Semini_letterari

foto http://www.adelphi.it