FIPE-CONFCOMMERCIO: “NO alle chiusure dei ristoranti e dei pubblici esercizi, SÌ al controllo del rispetto delle norme anti-contagio”

Fipe-Confcommercio Alessandria, in linea con quanto sostenuto anche da Fipe nazionale in queste ore, interviene sulle voci che durante il week end si sono rincorse ipotizzando una chiusura obbligatoria per tutti i locali alle 22 o alle 23, istituendo di fatto un “coprifuoco”.

“Bisogna lasciare aperte le attività e pretendere che siano attrezzate per il rispetto delle regole – dicono Vittorio Ferrari e Alice Pedrazzi, riprendendo parole e pensiero di Aldo Cursano, vicepresidente nazionale Fipe-Confcommercio -, fare i controlli e punire chi non rispetta le disposizioni. 

Bar, Ristoranti e  Pub hanno fatto investimenti per garantire la sicurezza dei lavoratori e soprattutto dei clienti chiuderli anticipatamente significherebbe solo creare maggiori assembramenti per strada”.

“Bisogna saper distinguere – precisano Ferrari e Pedrazzi, presidente e direttore della Confcommercio provinciale – tra chi fa attività correttamente e nel pieno rispetto delle regole e della sicurezza propria, dei propri dipendenti e soprattutto Della propria clientela. Queste imprese, che pure hanno subito i più duri effetti del Lockdown, hanno investito e continuano a farlo per la sicurezza di tutti. È inammissibile che si possa pensare di colpirle ancora con un provvedimento generalista e di conseguenza inadeguato a risolvere le reali situazioni problematiche.

Diciamo dunque un no forte e deciso alle chiusure anticipate obbligate di ristoranti, bar e pubblici esercizi mentre chiediamo chiediamo che a chi rispetta le regole da sempre sia permesso di continuare a svolgere la propria attività.

Ci auguriamo – concludono Ferrari e Pedrazzi – che le indiscrezioni giunte nelle ultimissime ore, in base alle quali il Governo non sarebbe intenzionato ad attuare queste obbligatorie anticipate chiusure, che istituirebbero di fatto un coprifuoco, siano effettivamente confermate e che il prossimo DPCM non contenga un provvedimento che paralizzerebbe nuovamente un settore fondamentale per l’economia del nostro territorio e del Paese tutto“.