Massimo Sartelli, Medico: I NOSTRI EROI! Ignaz Semmelweis ed il lavaggio delle mani.

Per evitare la diffusione di malattie come Covid-19, la pratica forse meno controversa è quella di lavarsi le mani.

È una pratica indubbiamente indispensabile in questo periodo se si tiene conto di quante cose si toccano con le mani e di quanto spesso le nostre mani sono portate alla faccia, alla bocca e agli occhi.

Prima della seconda parte del XIX secolo questa pratica non esisteva proprio, nemmeno in preparazione di un intervento chirurgico e, comprensibilmente, le infezioni susseguenti a pratiche chirurgiche o a ferite accidentali erano molto frequenti.

 Molto alta risultava anche l’incidenza della “febbre puerperale”, cioè dell’infezione delle donne subito dopo il parto, se avveniva in ambiente ospedaliero. All’epoca molto spesso i medici passavano dalla sala di dissezione anatomica dei cadaveri, o dal contatto con pazienti infetti, alla sala parto, senza alcuna precauzione.

Nel 1847 un giovane medico ungherese, Ignaz Semmelweis, osservò che anche i medici si infettavano facilmente se si ferivano accidentalmente nel corso di dissezioni di cadaveri o interventi chirurgici effettuati su pazienti già infetti.

Nel corso del suo tirocinio presso la prestigiosa clinica ostetrica di Vienna il giovane medico, ancora in formazione, intuì che proprio le mani dei medici potevano essere il veicolo del “principio infettante”, il miasma come si diceva allora (all’epoca i batteri non erano stati ancora scoperti), nei confronti delle partorienti. Per dimostrare che la sua supposizione potesse essere fondata il Dr. Semmelweiss convinse un gruppo di medici al lavaggio delle mani in una soluzione di acqua clorata prima di accedere alla sala parto. Il risultato fu sorprendente: si osservò una forte riduzione delle infezioni, dal 18% all’1%.

Nonostante la clamorosa evidenza della sperimentazione, la reazione dei medici più qualificati dell’ospedale di Vienna non fu affatto favorevole. Non si poteva accettare che proprio i medici, persone pulite, istruite e rispettabili, che salvano la vita dei pazienti, potessero essere responsabili con le loro mani della morte di tante donne.

La sua idea fu osteggiata fino al punto che Il giovane medico, amareggiato, perse il posto all’ospedale e cadde in una grave forma di depressione. La sua salute andò deteriorandosi sempre più e il geniale scopritore dell’importanza della pulizia delle mani in medicina morì a 47 anni in un’istituzione psichiatrica.

Il modo migliore per onorare Ignaz Semmelweis, e la sua geniale intuizione e dimostrazione scientifica, è mettere in atto questa pratica regolarmente, seguendo alla lettera le indicazioni costantemente ricordate dalle autorità sanitarie!