LA CHIOCCIOLA CON L’OMBRELLO

foto: Vyacheslav Mishchenko

Si sa che gli animali a volte vorrebbero esprimere una particolare sensibilità d’animo che spesso la loro condizione di vita stretta tra il bisogno di cacciare per nutrirsi e il sopravvivere ai tentativi dei predatori di cacciarli non gli consente.Le chiocciole poi sono degli animali estremamente delicati: quando camminano lo fanno in silenzio lasciando un’umida scia del loro passaggio.Amano la pioggia, infatti durante e dopo i temporali escono fuori dalle loro case e camminano felici sul terreno bagnato.
Però può capitare che a qualcuna di loro non piaccia bagnarsi quando cammina per le gocce che le cadono dall’alto.In particolare una chiocciola che per ripararsi dalle gocce che le cadevano sugli occhi dalle foglie alte sotto le quali si trovava a passare, le venne l’idea di costruirsi un ombrello, un bellissimo ombrellino colorato. Non chiedetemi come fece, dato che non lo so neanche io.

Quando le altre chiocciole la videro ripararsi sotto l’ombrellino colorato che teneva con la bocca, risero e la additarono con disprezzo : non poteva essere una di loro se non si uniformava ai comportamenti e voleva ad ogni costo esprimere una propria personalità.
Si sa che dopo la pioggia le chiocciole escono fuori e camminano sui prati alla ricerca di erba fresca da mangiare.Lo sanno anche i contadini che dopo i temporali che a volte gli rovinano i raccolti, escono con grandi sacchi a raccogliere chiocciole da fare al sugo o in brodo senza nemmeno fare molta fatica.
I contadini sono ben contenti quando possono faticare meno. Sempre curvi sui campi a zappare e a lavorare la terra per raccolti che ogni tanto sono scarsi o non arrivano.
Un contadino che era uscito dopo il temporale con il suo sacco da riempire, vi aveva già infilato molte chiocciole, quando improvvisamente si imbattè nella chiocciola con l’ombrellino: vi lascio immaginare il suo stupore.
Esiste un detto a proposito del contadino: scarpa grossa e cervello fino.Spesso i detti dimenticano i sentimenti che provano le persone, limitandosi a etichettarle come fossero bottiglie da tenere dietro le vetrine.
Quel contadino si rese conto di essere davanti ad un animale che esprimeva una propria personalità. Spesso le persone non badano agli animali che hanno davanti, li prendono e se li cucinano come fossero già pietanze buone solo da mangiare.Quel contadino si commosse di fronte a quella chiocciola così raffinata e a dispetto della sua pancia vuota e del suo stomaco che già borbottava, invece di continuare a raccogliere chiocciole, decise di vuotare il sacco e lasciò liberi tutti quegli animaletti che aveva già catturato.
Le altre chiocciole da quel giorno impararono ad esprimere anche le loro vene artistiche confezionandosi tanti ombrellini colorati.
Se tante volte capitate da quelle parti in un giorno di pioggia in pieno autunno non stupitevi  di trovare tanti colori nel verde dei prati, non sono i fiori, ma gli ombrellini delle chiocciole che vi  passeggiano in mezzo.

(da http://www.fratantestorieedaltreancora.blogspot.com , post pubblicato il 18 settembre 2011)

(il presente post è stato pubblicato anche in http://www.sfumatureaprofusione.blogspot.com il 22 dicembre 2012 ,blog curato dall’Artista Anna Maria Tavolario, autrice del disegno)

Sono rimasto molto sorpreso nel guardare la foto sottostante, intitolata “Lady chiocciola con l’ombrello“, che sembrava in qualche modo legata al delicato racconto che avevo scritto nel 2005, all’interno della raccolta “Fra’ Tante Storie ed Altre ancora“. 

Complimenti al fotografo che ha saputo cogliere in pieno tutta la poesia racchiusa nell’attimo infinitesimo di uno scatto.