Dalla banchina lacustre che calpesto
come suono d’arpa gentile
note mi risvegliano colori
di un fine estate spensierata
sotto un cielo terso
vissuta tra i canali salmastri
in cui noi in barca vagavamo
tra i profumi delle piante acquatiche,
circondati dalle siepi selvatiche
nel dondolio delle foglie
e l’odore delle opulenti vigne
che ci affiancavano:

per diletto andavamo alla ricerca di mitili
facendo il pieno di emozioni
attraverso i nostri sguardi che si attraevano.

Fu sul finire di quell’estate
che congiungemmo i nostri cuori e le nostre vite
incamerando quei profumi e quei colori
assieme alle emozioni che ci agitavano il petto.

Oggi quei ricordi
da cui è germogliato il nostro albero di vita
sono serbati gelosamente
nello scrigno dei ricordi come preziosi brillanti
che continuano a risplendere
e scintillare nel nostro presente

@Grazia Denaro@