Salve lettori oggi consiglio:

 “Pompei, l’incubo e il risveglio” di Angelo Petrella. 

La sua copertina, con il titolo a caratteri cubitali che spiccano su uno scenario di distruzione, ha catturato il mio interesse riportandomi al Aprile del 2019 quando calpestavo la medesima  zona archeologica guidata da uno storico. 

Sotto la supervisione dello scrittore le mure diroccate, come oggi le conosciamo, prendono forma e vita.

L’autore immerge il lettore nel regno di Quintiliano e del prefetto Quinto Terenzio Massimo, e di altri personaggi illustri del 79 d.C. Si ammira la grandezza dell’impero Romano e la sua espansione, si entra nel vivo della guerra dei Romani contro gli Ordovici e le sue fatali conseguenze. 

Un romanzo che non dà possibilità al lettore di rimanere un anonimo osservatore ma lo esorta a far parte in modo attivo del racconto attraverso l’emozionante lettura. 

Tra intrighi, vendette, amori e complotti ci muoviamo tra le vie di Pompei con il gladio in mano e l’elmo in testa, oppure nelle palestre o meglio nelle Spa dove ci assicuriamo di creare nuove alleanze e conoscenze per la nostra attività, discorrendo tra i templi e le schiave dei lupanari. Non mancano i colpi di scena, ogni azione ha un obiettivo ben preciso all’interno del romanzo, nulla viene lasciato al caso. 

L’autore, Angelo Petrella, giornalista e sceneggiatore è riuscito a far risorgere attraverso la sua scrittura la città di Pompei, un viaggio da fare sicuramente fisicamente, se ne avete la possibilità.

Nelle note conclusive vi è un elenco dei libri che l’autore ha  consultato per scrivere quest’opera  narrativa, svelando la parte romanzata.

Se siete interessati alla parte del risveglio del Vesuvio, vi invito a  leggere le lettere di Plinio a Tacito, come è stato anche a me consigliato dalla guida, sono la prova tangibile della disperazione durante la tragedia e di come la quotidianità può essere stravolta in un attimo. 

I romani pensavano che fosse solo una montagna fertile da sfruttare, invece di un vulcano, fino alla sua eruzione

Un vulcano alto trentamila piedi, tale fu la sua potenza che le ceneri arrivarono fino ad Alessandria d’Egitto.

Il segnale viene trasmesso a  Roma, l’imperatore Tito organizza il soccorso, e arriverà a Pompei  5 ore dopo la tragedia.

Il mare trasformato in lastre di pietre, rende difficile avvicinarsi con le imbarcazioni, nuotano fino a riva e vedono la gente disperata. Il capo dei soccorsi organizza un tavolo con della frutta, così la gente vedendo che un uomo di potere, del suo rango, riesce a stare calmo per gli altri sarà più facile tranquillizzarsi e seguire in ordine il salvataggio.

Pompei in un mare di cenere verrà dimenticata fino al 1500 circa. (cit guida)

Un viaggio davvero straordinario!!

Semini letterari