Samuele e Whisky


Samuele era una bambino nato con una grave malformazione alle gambe che, a detta dei medici, avrebbe potuto essere ridotta e quasi guarita dopo diversi interventi chirurgici ma solo dai nove, dieci anni in poi!Sam era un bravo bambino, che non si lamentava della sua condizione, non poteva correre, camminare nei prati, giocare come tutti i bambini della sua città, una situazione che avrebbe potuto prostrare e avvilire anche l’animo di persone adulte con forze morali ben più temprate.
Sam viveva la sua vita in una specie di passeggino attrezzato a suo modo e consumo; in casa, una palazzina su due piani oppure nella bella stagione, in giardino dove vedeva volare le rondini, passerotti fare il nido sui rami del vecchio eucalipto, le lucertole prendere il sole sul muretto in pietra che costeggiava la proprietà dei Bassani, loro vicini ma soprattutto, seguiva con lo sguardo le evoluzioni di alcune farfalle che giocavano a nascondersi tra i fiori variopinti del giardino.
Al suo compimento del sesto anno di età Sam chiese, come regalo, un cucciolo di pastore tedesco.
Panico in famiglia ma le condizioni di Samuele e il consiglio del medico di famiglia indussero i genitori ad accontentarlo. Così a soli due mesi di età entrò a far parte del nucleo familiare anche Whisky, il nome scelto dal padre, estimatore serale di tale bevanda.
La convivenza tra i due esseri Sam e Whisky cominciò bene come prevedibile, Sam si occupava del latte del cane e dal canto suo, il cane si occupava di leccare mani e viso di Sam: amore o riconoscenza?
Dopo un anno e mezzo il rapporto tra Sam e il cane era diventato quasi di reciproca dipendenza, non potevano fare a meno uno dell’altro; Whisky con il suo naturale istinto (ed anche intelligenza!) aveva capito che quel cucciolo d’uomo aveva dei problemi fisici, non camminava, non correva ma rimaneva tutto il giorno seduto su una speciale sedia con le ruote. Insomma era un cucciolo malato suo amico. Sam adorava il cane, suo unico vero amico che non lo guardava con curiosità, non gli faceva domande imbarazzanti e, soprattutto, non lo evitava come un appestato, anzi lo leccava, gli portava la sua palla, il suo osso finto e spesso appoggiava il suo grande muso sulle gambe di Sam per affetto, per proteggerle, per ? E sommessamente guaiva !!
Quel giorno, i genitori erano usciti per pochi minuti, per fare delle compere, in un vicino Supermercato, c’era Whisky a vegliare su Sam che, davanti alla TV, guardava i cartoni animati. Improvvisamente il televisore prima si spense, poi una piccola scintilla diede fuoco a tutto televisore, tende, infissi della finestra accanto. In pochi secondi , un paio di minuti, la sala divenne una fornace! Sam urlava dallo spavento e dal calore insopportabile, le fiamme gli lambivano i vestiti e in pochi istanti sarebbe diventato una torcia umana . Whisky si alzò come una molla, valutò la situazione e poi si precipitò come una furia, col peso di tutto il suo corpo, contro i vetri della porta-finestra che dava sul giardino.
Precipitò nell’erba con ferite e contusioni varie in una nuvola di vetri infranti e subito rientrò in casa, malconcio ma ancora in grado di azzannare il bracciolo della sedia a rotelle di Sam e di trascinarlo verso la porta-finestra! Sforzo immane che consentì alle fiamme di avvolgere Whisky e di provocargli ustioni dolorosissime ma la sua furia atavica non gli fece mollare la presa e riuscì ad arrivare alla soglia della finestra, dove si accasciò, vinto dalle ferite ed ustioni. Nel frattempo i vicini di casa, resisi conto di quanto stava accadendo chiamati i Vigili del Fuoco avevano preso coperte e secchi d’acqua per proteggere Sam ed estinguere i fuoco. I genitori arrivarono a casa nello stesso istante dei Vigili. Angoscia, panico, Sam, Sam! Samuele era già tra le braccia di un Vigile del Fuoco, sano e salvo, anche se con qualche scottatura e piccoli tagli. Ma nessuno per alcuni minuti si occupò di Whisky sin tanto che un lamento, proveniente da un cespuglio del giardino, non rivelò la sua presenza. Oh, mio Dio! – urlò la mamma di Sam, il cane riverso scompostamente, sanguinava e aveva oltre la metà del pelo e della carne bruciati e anneriti, uno spettacolo da togliere il fiato! I Vigili del Fuoco stessi, portarono Whisky a un Centro Veterinario, facendo però intendere che le speranze di sopravvivenza del cane, erano flebili!
Whisky passò la notte e Sam la pianse tutta, disperato.
Ma forse anche i buoni e bravi cani hanno un loro dio. Non morì (!) e dopo settimane di cure e terapie riuscì finalmente a fare ritorno a casa, Tre grandi cicatrici sul muso, collo e spalla erano testimonianze dello sfondamento del vetro e circa metà del corpo piagato dal fuoco era spellato e pieno di cicatrici! Però era Vivo!! Ci volle un anno prima che Whisky si riprendesse del tutto e tornasse ad essere quasi il cane lupo di prima! Nel frattempo Sam aveva iniziato le dolorose operazioni, che durarono nel tempo, un tempo infinito di tre anni, durante i quali trascorse la maggior parte dei giorni in ospedale o a letto in casa sormontato da tiranti,gessi. Alla vigilia dei suoi quattordici anni finalmente Samuele poté camminare sulle sue gambe e poco più di un anno dopo riusciva a correre dietro a Whisky, pazzo di gioia canina , nel farsi rincorrere dal suo padrone-amico, da sempre!
Il loro fu un amore che durò per altri otto anni e mentre Sam diventava un uomo di 23 anni Whisky arrivava ai sui 17 anni, una età molto rispettabile per un cane. Una notte, Sam sentì o gli parve di sentire un guaito, saltò giù dal letto e corse verso la cuccia. Whisky, alzò appena il suo testone, lo appoggiò sulle gambe di Sam, accovacciato al suo fianco e, con un ultimo flebile ma lungo guaito, si accasciò sul suo amico. Sam pianse il resto della notte, era finita la sua gioventù spensierata, ora era solo un uomo, che soffriva per la perdita di un amico!
Ancora oggi, in fondo a quel giardino di quella casa, su una lapide si può leggere: WHISKY NON UN CANE MA UN AMICO SAM !!

Renato Verini

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