Momenti di poesia. Il massacro di Chivington, di Stefania Pellegrini

Ispirata dal genocidio degli indiani Sioux e in loro ricordo.

Sventolava la bandiera

a stelle e strisce

sotto una gelida luce nascente.

I sogni slabbrati all’improvviso

corsero a disperdersi

sull’urlo della notte.

Non ci fu tempo

per i nostri guerrieri distanti

alla caccia del bisonte –

negli occhi di bimbi, di donne,

salì il terrore.

Fu allora che levai alta

la bandiera bianca.

Dissi no! Pentola Nera

non vuole la guerra,

e riposi le frecce

sullo scranno della pace.

Ma la notte ancora grande,

delirante tra alcol e follia,

si prese gioco di me e partorì

il fuoco delle armi.

Potenti rombarono i tuoni

e i lampi illusero il giorno:

vagiti, urla, grida…

fuggi, fuggi, generale.

Agnelli al suolo sacrificati,

sciabole sguainate, corpi come grano

mietuto sui campi.

Quando si prostrò la notte

al sole nascente

il silenzio era assiso e vegliava

fumo, e tende capovolte.

Sul fiume rosso

la bandiera a stelle e strisce

era rossa di sangue.

Stefania Pellegrini ©