Covid 19. Massimo Sartelli. Medico: L’interpretazione dei 10 Esperti era sbagliata

UNA ERRATA INTERPRETAZIONE

In data 24 giugno 2020 dieci “esperti” scrivevano insieme una lettera pubblicata su un quotidiano secondo cui le evidenze cliniche portavano a pensare che la crisi sanitaria causata dal Covid-19 fosse superata.

Tra questi c’erano Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto Mario Negri di Milano, Alberto Zangrillo, direttore del reparto di Rianimazione dell’ospedale S. Raffaele di Milano che per primo parlò di “virus clinicamente morto”, ancora Matteo Bassetti, infettivologo dell’ospedale San Martino di Genova, Arnaldo Caruso, direttore del reparto di Microbiologia degli Spedali civili di Brescia, Massimo Clementi, direttore del laboratorio di microbiologia del S. Raffaele e Luciano Gattinoni. Quindi ancora Donato Greco, Luca Lorini, Giorgio Palù, docente di Virologia dell’università di Padova e infine Roberto Rigoli, direttore del reparto di microbiologia dell’ospedale di Treviso. 

Gli “esperti” segnalavano un costante aumento di casi con bassa o molto bassa carica virale, specificando che erano in corso studi utili a spiegarne la ragione. Secondo il loro punto di vista i dati clinici mostravano una marcata riduzione dei casi di Covid-19 con sintomi, e il basso numero di ricoveri in ospedale segnalava come il virus fosse diventato ormai raro e relativo a pazienti asintomatici o paucisintomatici, soggetti sui quali, secondo loro al momento la comunità scientifica internazionale si stava interrogando sulla reale capacità di trasmettere l’infezione.

La loro interpretazione era chiaramente SBAGLIATA.