Avevo solo tredici anni quando è successo la prima volta. A parte i miei genitori e i miei fratelli, è la presenza più costante da trentasette anni. Neanche mio marito mi conosce da tanto.

E nonostante mi abbiano sempre detto che dopo le gravidanze avrebbe fatto meno male, io soffro per un paio di giorni ogni mese come se dovessi partorire. Negli ultimi anni si è aggiunta un’aggravante: il nervoso. Se fossi stata dotata di una dentatura bestiale, prenderei tutti a morsi.

Così quello stato che uomini complessati hanno chiamato sindrome premestruale, si caratterizza da una fame verace con voglia di carboidrati e cibi salati e da uno stato di nevrosi in cui tutti sono miei nemici e da cui devo proteggermi.

Il bello è che immaginare di assalire amiche, colleghi, parenti a volte è uno sfogo terapeutico. Tanto so che passa, ma metterli tutti al muro della mia testa e dar loro fuoco, è soddisfacente.

Michela Santini

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