Il Creato


Mi son fatta un nido di nuvole, dove trovare riparo dalla pioggia. La “modestia” degli alberi, declinati ad Oriente, paiono statuine di resina, predisposte alla preghiera. L’erba, ormai sbiadita da quel tocco autunnale, che dipinge il presente, racconta già di lunghi inverni e di pozze gelate in cui saltare.
Un cielo, uggioso e grigio, avvicina i ricordi, i momenti giovanili e quella brama di sapere che non ha mai fine. Un tempo inclemente, seppur addolcito da una strana malinconia, ci fa tornare bambini, stupiti di essere al Mondo. Un mare, all’apparenza: piatto e incolore, ridisegna storie di antichi velieri e di pirati con la bandana ed un occhio solo. Sorrido alla Terra arida di messi e al bosco sonoro che ha risvegliato un timido ruscello. La bellezza del Creato, si offre all’Uomo come briciole di pane ai fringuelli. Ovunque, sfumature cangianti, catturano lo sguardo, amplificando le emozioni del giorno. Sereno è colui che possiede il silenzio e invece delle parole, ascolta la melodia della Natura. Musica soave che illanguidisce il cuore, culla la mente e riempie l’anima di sensazioni magiche. Nessuna stonatura, viene a turbare il romanticismo di questa “melodia”, iniziata da tempo. Cambia il ritmo a seconda delle stagioni, come cambiano le sfumature, la vivacità dei colori, le pennellate di un azzurro intenso su un campo di grano maturo.
Respiro il Creato che mi son trovata accanto e anche il sangue ne trae beneficio. Gli stessi polmoni intossicati dal fumo e le mani, che danzano furiose, su balconi affrescati
da rondini, scampate per miracolo alla vita!

Maria Rosa Oneto

Tutti i diritti riservati all’autrice

Foto: Izabella Teresa Kostka