Il comparto è in crisi e la GDO non valorizza la produzione territoriale
L’Europa ci invade con carne bovina straniera
e mette in ginocchio il sistema allevatoriale
Una vergogna, stiamo mangiando carne che era destinata al mercato del nord Africa

“Stiamo sostanzialmente mangiando carne che era destinata al mercato del nord Africa, di qualità ben inferiore a quella che è la razza Piemontese e a quella allevata in provincia di Alessandria e in Piemonte che viene controllata e tracciata per dare al consumatore garanzia di salubrità. E’ una vergogna che, alla luce anche delle sofferenze che il comparto sta subendo, dovute alla crisi della ristorazione e del canale Ho.Re.Ca., causata dall’emergenza Covid, la GDO venda tutta questa carne straniera sugli scaffali, senza valorizzare la nostra.”
Così il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco a commento delle conseguenze del blocco delle esportazioni europee di bovini e di carni, soprattutto da Polonia, Spagna, Irlanda e Francia, verso il nord Africa e la Turchia per cui il sistema produttivo europeo è andato in sovrapproduzione e si sono cercati sbocchi all’interno dell’Ue ed, in particolare, in Italia.
Il dato emerge da un’indagine Ismea che fotografa la situazione difficile che vive oggi il comparto della carne bovina. La conseguenza è che circa 120 mila tonnellate di carne bovina, ovvero oltre 300 mila capi, è arrivata in Italia ed in Piemonte e viene venduta sugli scaffali della GDO.
In Piemonte la filiera bovina, ed in particolare la razza Piemontese, fiore all’occhiello della produzione regionale, conta 800 mila capi e circa 7 mila aziende. La Piemontese, infatti, con oltre 315 mila capi ed un fatturato che arriva a 500 milioni di Euro capi, rappresenta la principale razza da carne, oltre ad essere la prima razza autoctona a livello nazionale per numero di capi allevati, raggiungendo il 50% del patrimonio delle razze autoctone italiane da carne. A livello provinciale le stalle con bovini sono circa 1.200, il 14% della produzione regionale.
“Un appello alla GDO che avevamo già fatto durante il lockdown, anche sulla scia della campagna lanciata da Coldiretti #MangiaItaliano, ma che evidentemente preferisce ignorare solo per mere logiche legate al prezzo piuttosto che puntare alla qualità di carni di razza Piemontese e di capi allevati in Piemonte – aggiunge il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Rampazzo -. Non possiamo dimenticare che la razza Piemontese ha ottenuto l’Igp per il Vitellone Piemontese dalla Coscia e che testimonia una tradizione alimentare unica, oltre a tutelare un grande patrimonio dal punto di vista della biodiversità, dell’ambiente e dell’economia.”
Alla luce di tutto questo, è fondamentale che i consumatori, per compiere una vera scelta consapevole, leggano attentamente l’etichetta dei prodotti che acquistano da portare in tavola.
“La nostra carne nasce da un sistema di allevamento che per sicurezza e qualità non ha eguali al mondo, consolidato anche grazie a iniziative di valorizzazione messe in campo dagli allevatori, con l’adozione di forme di alimentazione controllata, disciplinari di allevamento restrittivi, sistemi di rintracciabilità elettronica e forme di vendita diretta della carne attraverso le fattorie e i mercati di Campagna Amica. Per questo scegliere carne del territorio significa anche sostenere un indotto e soprattutto persone impegnate a combattere lo spopolamento e il degrado ambientale spesso da intere generazioni, anche in aree difficili”, hanno concluso Bianco e Rampazzo.