Momenti di poesia, LE MURA, Vittorio Zingone

LE MURA    

LA MURA CHE ACCOLSERO   

IL PRIMO MIO VAGITO   

SONO MACERIE   

INFESTATE DA ERBACCE   

E GRADITA DIMORA DI SERPENTI.   

RECISI I PONTI CON LE ORIGINI,  

SONO ORMAI CREATURA ALLA DERIVA,   

SENZA UN PERCHE’ CUI AGGRAPPARMI   

PER RICEVER LUMI;   

SENZA UN CROCEVIA  

DA CUI RIPARTIRE   

PER RITROVAR LA STRADA DEL TRAGUARDO.

E NON E’ STATA CAGIONE D’INTEMPERIE   

L’ESSER SPEZZATO   

IL CORDONE OMBELICALE,   

MA LA MALVAGITA’ DEI MIEI SIMILI   

PER SETE DI RICCHEZZE,  

PER LA MANIA DI TAGLIARE    

I PONTI COL PASSATO,   

UN PASSATO CHE NON TANGEVA

LE LORO PROPRIE ORIGINI.   

( La casa dove nacqui fu rasa al suolo per fare spazio ad altri usi non per edificar la nuova casa dove abitare coloro che acquistarono la terra di nascosto dal proprietario…)

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