In penombra, Giuseppe Pippo Guaragna

In penombra

Prendi un po’ del mio cielo,

prendilo all’alba, te ne faccio dono,

quando contende la ginestra al cardo, 

del primo sole che sorge ad Oriente,

un raggio, poi della rugiada un velo.

È un piacere struggente

guardarti mentre vesti d’infinito,

e il tuo sguardo carezza l’orizzonte,

mentre s’inoltra il giorno, come sempre, 

verso il tramonto e poi verso la sera.

E dopo sera è notte,

che languida distende la sua coltre

punteggiata di giade e di rubini.

È l’ora dei sussurri, dei ricordi, 

delle magie, gli incanti, le malie. 

E sei bella in penombra,

come l’idea di un dipinto, d’un canto

che si leva da lontano, la mano

a carezzarmi lievemente il viso,

nei tuoi occhi un sorriso.

GPG