Massimo Sartelli. Medico. Covid 19: Anche oggi ad un passo dai 20.000 contagi, aumentano ancora ricoveri, terapie intensive e decessi

OGGI (24 OTTOBRE) 

+151 decessi (ieri +91) 

+19.644 contagi (ieri +19.143)                                                                           

+738 ricoveri (ieri +855) in totale 11.287 pazienti ricoverati

+79 malati gravi in terapia intensiva (ieri +57) in totale 1.128 pazienti ricoverati in terapia intensiva.

Mentre in tutto il mondo, le infezioni da Coronavirus sono quasi 42 milioni, l’emergenza sanitaria legata alla pandemia da Covid-19 diventa di giorno in giorno più grave in Europa.

In Italia, continua a salire la curva dei contagi. Aumenta la pressione sugli ospedali. Aumentano i decessi. 

Continua a salire la percentuale dei tamponi positivi rispetto ai tamponi complessivi.

Oggi il 11% dei 178mila tamponi effettuati è risultato positivo (ieri 10.6%, due giorni fa 9.4%, tre giorni fa 8.5%, quattro giorni fa 7.5%).

Consideriamo che i casi riportati dal bollettino della Protezione Civile sottostimano probabilmente i numeri reali perché l’affanno del sistema di testing & tracing aumenta la probabilità di sottostimare casi.

Guardiamo i numeri di oggi ma ragioniamo su quello che potrebbe succedere fra una o due settimane.

Ricordo ciò che chi fa i modelli matematici e li sa interpretare dice da tempo, cioè che le curve dei contagi, dei letti occupati nelle terapie intensive e dei decessi sono disallineate temporalmente tra di loro. 

Purtroppo ora stiamo vedendo i decessi o i letti occupati in terapia intensiva di diversi giorni fa, quindi i numeri dei ricoveri e dei decessi sono destinati a crescere.

Dobbiamo cominciare ad avere una prospettiva di strategia, e provare a ragionare nell’emergenza.

Le idee e le proposte ci sono, le capacità anche, ma ancora una volta abbiamo preferito e preferiamo aspettare gli eventi e non precederli. 

Ciò che serve ora sono MISURE mirate e adeguate che guardino i dati che potremmo avere fra due settimane. La pandemia corre e lo fa anche veloce. Va fermata ora, perché più va avanti e più è difficile da fermare e più le misure che si prenderanno dovranno essere più dure, durare più a lungo, producendo quindi un impatto economico maggiore.

Il rischio che dobbiamo assolutamente scongiurare è che l’intero Sistema Sanitario, già fragile per carenza di risorse e non sufficientemente rinforzato in questi mesi, nelle prossime settimane venga messo ancora una volta sotto stress estremo, penalizzando il trattamento dei pazienti e ritardando la cura di altre patologie. 

Premetto che siamo in una emergenza sanitaria con importanti risvolti economici e sociali.

La situazione è estremamente complessa, da un punto di vista SANITARIO, ma anche da un punto di vista ECONOMICO e soprattutto SOCIALE perché un nuovo lockdown generalizzato sarebbe più difficilmente accettato dalla gente.

Il contenimento della seconda ondata doveva inevitabilmente poggiare, già alla fine del lockdown, su tre pilastri integrati: massima aderenza della popolazione alle misure di prevenzione raccomandate, potenziamento dei servizi sanitari territoriali e ospedalieri e collaborazione in piena sintonia tra Governo, Regioni ed Enti locali. 

Che molti abbiano ascoltato la favola del virus buono o addirittura mutato e non abbiano rispettato le più semplici misure di prevenzione è noto. 

Tuttavia, il messaggio dei cittadini cattivi e indisciplinati sembra molto la scusa per rimediare al fallimento del potenziamento ed alla pianificazione dei servizi sanitari territoriali e ospedalieri ed alla totale assenza di coordinamento tra Governo, Regioni ed Enti Locali.

Nessuno sa quando questa pandemia finirà, ma sappiamo con certezza che ieri notte a Napoli è iniziata la guerra dove perdono tutti. 

C’è sicuramente chi fomenta il malcontento. Tuttavia, la confusione che regna a tutti i livelli, sicuramente non aiuta!

In questi mesi, tante cose potevano essere fatte, ma la più grave è stata quella di continuare a trascurare la comunicazione alla popolazione, consentendo che innumerevoli “esperti”  continuassero ad agitare gli animi surriscaldandoli ed aumentando la confusione tra cittadini ed operatori. 

Ricordiamoci sempre che questa crisi di salute pubblica è stata ed è un fattore di stress psicologico significativo per tutti.

La paura di contrarre la malattia, i cui effetti  sono ancora sconosciuti, nonché l’incertezza sul futuro e su future misure di restrizione che potrebbero toccare direttamente le persone e le proprie attività possono facilitare l’instaurarsi di ansia e stress.

Le strategie per contenere la diffusione della pandemia come l’autoisolamento delle persone potenzialmente esposte al virus e il distanziamento fisico sebbene possano essere il modo più efficace per prevenire la diffusione aggravano quest disagi. Teniamolo presente!

Nervi saldi e non cediamo ALL’IMPULSIVITÀ.

Inutile negare che abbiamo di fronte mesi di convivenza con il virus e dobbiamo recuperare lo spirito di unità avuto nei mesi di marzo e aprile. Nei mesi difficili l’Italia ha dimostrato di essere un grande Paese, e dobbiamo dimostrare di esserlo ancora. Siamo tutti sulla stessa barca. Se rimaniamo uniti neanche questo virus ci può fare paura. Non si arretra di un millimetro! Né ottimismo, né pessimismo é il tempo del realismo!

Infine segnalo una recentissima analisi pubblicata su Lancet Infectious Diseases il 22 ottobre che ha riportato le misure piú pericolose dopo lockdown in termini di incremento di R0 a 24 giorni dalla loro introduzione.

L’analisi è utile per valutare eventuali misure di restrizione da attuare per contenere la diffusione. 

La scuola, il cui basso impatto è stato valutato in Italia anche dal Patto Trasversale per la Scienza  (PTS) con un lavoro non peer-reviewed di tre Autori di grossa serietà (Bucci, Viola, e Pioli), risulta al contrario in questo articolo una delle misure più rischiose.  

Le misure in ordine di rischio sono:

Permettere assembramenti pubblici con più di 10 persone (R ratio =1.25)

Riaprire le scuole (R ratio=1.24)

Permettere eventi pubblici (R ratio =1.21)

Togliere restrizioni agli spostamenti interni (R ratio=1.13)

Togliere il divieto di uscire di casa (R ratio=1.11)

Togliere restrizioni sull’uso di trasporti pubblici (R ratio=1.04)

Riaprire luoghi di lavoro (R ratio=1.01)

Togliere limitazioni a viaggi internazionali (R ratio =0.98)