Covid 19: È dura… Paola Augello Alessandro Aiello

È dura…

È dura pensare di dover andare a lavorare rischiando ogni giorno di ammalarsi. È dura pensare che esiste la possibilità di portare a casa ai propri cari “qualcosa” che potrebbe danneggiarli. È dura temere, ad ogni TAC del torace che viene eseguita, di dover diagnosticare la tanto temuta “polmonite interstiziale” in pazienti visibilmente sofferenti. È dura sperimentare, insieme ai tuoi Colleghi di lavoro, la paura di confrontarsi con un’entità invisibile che sta cambiando in tutti noi il modo di lavorare e di vivere la quotidianità, ma anche il modo di pensare e di guardare al futuro della propria vita e soprattutto di quella dei nostri figli.

Si alternano sentimenti di amarezza per l’evolversi della situazione attuale e momenti di forzato, dovuto, ottimismo. 

È dura dover dire ai propri figli di stare attenti alle cose più banali, magari cento volte al giorno con il rischio di stressarli, dovendo loro spiegare che adesso c’è bisogno di rinunciare alle cose “non essenziali” (magari una serata passata insieme agli amici), e sperando che qualcosa cambi in meglio senza rimanere sopraffatti dalla delusione.

Adesso è il momento di operare una seria riflessione in ogni nucleo familiare, in ogni amministrazione, in ogni realtà sanitaria. 

Necessita un pragmatico atteggiamento di responsabilità da parte di tutti, nessuno escluso, prendendo le distanze da sterili polemiche mediatiche e retoriche, così come fanno gli Esseri Pensanti.

Un sentito e fraterno GRAZIE a tutti i miei Colleghi Medici compagni di lavoro, ai Tecnici Sanitari di Radiologia Medica, agli Infermieri del mio Reparto e di tutte le U.O. di Radiologia che con abnegazione, spirito di sacrificio e grande professionalità stanno affrontando quotidianamente questa calamità dalla quale si spera uscire indenni.

Un GRAZIE a mia Moglie e ai miei Figli per come riescono, con responsabilità e amore, a starmi vicino in questa delicata fase della mia vita professionale.

Alessandro.