L’ OCCHIO SURREALE
Ispirata all’opera
di Max Ernst “L’occhio del silenzio”

Nelle stanze del silenzio
l’occhio indaga
mette a fuoco forme e dimensioni
frantuma la luce
ricompone le ombre.

Occhi che mi fissano
che non mi fanno paura.
Apparenze mostruose
che colgo come occasioni
di confronto con me stessa.

Spalle forti vuole il mito
per sostenere i pesi del vivere.

Ne esco vittoriosa.

CERCO L’INFINITO

Quella dell’Infinito
è una sete che non si placa
e un vagabondare che non si arresta
e continuamente lo cerco
e continuamente lo perdo e
quando l’arsura si fa sentire
e la quiete tarda a venire
con dita ansiose scavo
tra ritmi sconfinati
e nel silenzio dei chiostri,
di mani tese e sguardi smarriti
sfoglio la vita,
come di minori offesi e diritti negati
vedo gli affanni.
Ombra che inseguo
tra dolci rime e colori sognanti
al desiderio di vita si assimila
tra le note del cuore
e sull’erta
mai considera le membra ferite.
Talvolta balugina
nella notte che non riposa
o nella voce che non ha parole
ma io resto in attesa
e dietro quella persiana chiusa
continuo a spiare
quel desiderio di eternità
che mi consuma.

AUTUNNO

gocce cadenti
lubrici tetti
odore di muschio
vento tra i rami
boschi deserti
vie silenziose
in un angolo
caldo
un gatto
assonnato
sulla sedia di casa

Lucia Bonanni

Tutti i diritti riservati all’autrice

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