Covid 19: Servono provvedimenti adeguati e tempestivi, ma forse taluni di quelli presi non lo sono

di Pier Carlo Lava

Alessandria today: A livello internazionale ci troviamo in un momento storico decisamente complicato, non bastavano i molti problemi esistenti da tempo e mai risolti visto che si è aggiunto il grave problema della pandemia da Covid 19 che in tutto il mondo sta creando milioni di vittime e mettendo in ginocchio l’economia, il lavoro e quindi l’intera società.

Dopo la prima fase di marzo, che aveva visto l’Italia fra i primi paesi colpiti, a seguito delle misure intraprese sembrava esserne uscita anche se con non pochi danni in termini di vittime e problemi economici e sociali, molti ritenevamo sbagliando di esserne completamente fuori.

Al contrario, anche a causa di certi messaggi fuorvianti e del conseguente comportamento di una parte delle persone che hanno abbassato la guardia, a partire dai giovani, ora ci troviamo a fare i conti con questa seconda ondata di Covid 19.

Stando a quanto dicono i numeri e le relative proiezioni considerando anche il lungo periodo invernale che avvantaggia la diffusione del Covid 19 che quest’anno si aggiunge alla tradizionale influenza, la quale non va dimenticato da sola miete ogni anno circa 11.000 vittime fra le fasce di persone anziane e con patologie, potremmo trovarci di fronte una situazione sanitaria anche peggiore di quella di marzo.

Un Governo in carica indipendentemente dal colore politico delle stesso ha quindi il dovere di prendere tutte le misure necessarie per tutelare la salute dei cittadini, cercando per quanto possibile di salvaguardare con misure idonee anche la situazione economica e il lavoro.

Pertanto anche alla luce dei recenti provvedimenti intrapresi come cittadino mi corre l’obbligo di fare alcune considerazioni: nulla da obiettare sul fatto che vista la situazione servivano delle restrizioni, ma analizzando le misure intraprese pare evidente che taluni provvedimenti in atto producono più danni economici che vantaggi nella difesa della salute e non contribuiranno o lo faranno in misura minima a ridurre il rischio della diffusione del contagio.

I pericoli maggiori di contagio avvengono nei trasporti pubblici, in casa propria, nelle carceri, visto il sovraffollamento, ma anche nelle chiese durante le funzioni religiose religiose, messe, nelle riunioni di lavoro, nei call center o negli stabilimenti produttivi dove non si riesce, per forza di cose, a mantenere distanza dagli altri lavoratori, le cene al ristorante per chi siede al tavolo con un soggetto contagiato senza un adeguato distanziamento così come viaggiare su un mezzo pubblico per lungo tempo ed eventualmente anche eccessivamente pieno di passeggeri.

Quindi è esclusivamente sui luoghi sopra citati che occorre concentrare l’attenzione ed adottare provvedimenti adeguati, evitando di farlo per altri che invece non porterebbero vantaggi ma solo danni economici.