In occasione della festività di Ognissanti e ricorrenza del 2 novembre
Covid, meglio scegliere fiori Made in Italy
per sostenere il settore del florovivaismo
Crisantemi ma anche ciclamini, viole del pensiero e camelie acquistati dal fioraio di fiducia

La festività di Ognissanti domani e la ricorrenza del 2 novembre confermano il legame con celebrazioni che restano tra le più radicate della tradizione nazionale.

Anche quest’anno, seguendo regole e orari stabiliti dalle Amministrazioni Comunali nel rispetto dei protocolli anti-Covid, saranno molti coloro che si recheranno al cimitero portando, come tradizione, un fiore o una pianta, in maggioranza acquistata da un fioraio di fiducia piuttosto che sul posto: dai classici crisantemi alle sterlizie, dalle gerbere ai ciclamini, dalle rose fino al verde ornamentale da reciso, in bouquet o in vasi.

Tra i fiori più adatti per la commemorazione si possono scegliere il crisantemo, letteralmente “il fiore d’oro”, usato sia in vaso che reciso, che al di fuori dei confini nazionali è anche simbolo di gioia e prosperità. Non manca poi il ciclamino, che si produce da settembre e fin dopo le festività natalizie, e che simbolicamente allontanerebbe venti malefici e nefasti. Ma anche la classica ed intramontabile rosa, simbolo di affetto profondo ed eterno.

“E’ opportuno non fare acquisti di impulso, ma verificare e mettere a confronto i diversi prezzi sul mercato. In questo anno particolarmente difficile, poi, è ancora più importante scegliere di acquistare prodotto locale per contribuire a tutelare il florovivaismo, uno dei settori che ha risentito maggiormente degli effetti del lockdown della scorsa primavera a causa del blocco di matrimoni, eventi e cerimonie – ha affermato il Presidente Coldiretti Alessandria Mauro Bianco -. Uno dei settori chiave dell’economia italiana che va salvaguardato con l’acquisto di fiori locali, migliori per qualità anche perché non devono affrontare lunghi viaggi”.

Come sempre l’auspicio è che venga privilegiato il ‘verde naturale’ con piante e fiori veri e non ‘prodotti’ di plastica. E’ triste, infatti, vedere nei cimiteri italiani fiori e piante finte.

Il dono preferito in occasione del 2 novembre continua ad essere il crisantemo, con steli recisi e in vaso donati nelle diverse forme (pon pon, a dalia, a fiore grande, ad anemone, a margherita e spider) con uno o più fiori per stelo e nei diversi colori classici (giallo, bianco, fucsia) ma anche nei nuovi colori di tendenza “bruciati”, dal marrone al porpora al verde.

“Ma, non solo crisantemi per la ricorrenza del 1 e 2 novembre, anche ciclamini, molto resistenti in autunno, la viola del pensiero o l’erica, senza dimenticare la camelia sasanqua che fiorisce da settembre a gennaio-febbraio. – ha aggiunto il Direttore Coldiretti Alessandria Roberto Rampazzo –. Quella di Ognissanti è una festa di speranza e oggi abbiamo particolarmente bisogno di un messaggio così forte. Importante la decisione di consentire la vendita dei fiori anche con i centri commerciali chiusi nei fine settimana, un modo per garantire ai cittadini la possibilità di portare un dono ai propri cari, oltre ad essere una scelta coerente con la necessità di tutelare il florovivaismo fortemente colpito dalla pandemia che ha causato problemi all’export con blocchi al confine e in dogana di tanti paesi Ue ed extra Ue, con ritardi e difficoltà nei trasporti e nella vendita”.

E per conservare al meglio i fiori recisi dopo l’acquisto, si consiglia di cambiare l’acqua nei vasi ogni due o tre giorni e di tagliarne il gambo, ma anche di aggiungere ogni litro d’acqua un cucchiaio da caffè di varechina e 40 grammi di zucchero per conservarlo al meglio per una settimana.

Alessandria, 31 ottobre 2020
con invito alla divulgazione

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