Massimo Sartelli. Medico. Covid 19: +31.754 contagi, +297 decessi, +972 ricoveri, +97 in terapia intensiva

OGGI (31 OTTOBRE)

+297 decessi (ieri +199) 

+31.754 contagi (ieri +31.084) ormai poco attendibili perché in molte regione il testing and tracing non riesce più a identificare tutti casi                                                                      

+972 ricoveri (ieri +1.030) in totale 17.966 pazienti ricoverati

+97 malati gravi in terapia intensiva (ieri +95) in totale 1.843 pazienti ricoverati in terapia intensiva.

14.7% il rapporto tra casi positivi e casi totali testati (ieri 14.4%).

Aumentano i decessi.

La pandemia sta crescendo significativamente nel nostro Paese. Tutto il Paese è coinvolto nell’epidemia, quasi tutte le regioni, seppur alcune in maggiore misura, hanno un numero significativo di casi. L’occupazione dei posti letto sta crescendo di giorno in giorno.

Tra carenze di risorse e totale assenza di pianificazione, continuano a correre i contagi anche tra gli operatori sanitari che sono 5.684 secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità tra il 12 ed il 25 ottobre. 

La Costituzione sancisce il diritto alla salute dei cittadini. 

“La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività…”

La diffusione della pandemia cresce in Italia e in tutta Europa. 

Ormai abituati a veder rincorrere il virus con Dpcm settimanali sempre in ritardo rispetto alla diffusione della pandemia, nei prossimi giorni saranno probabilmente necessarie altre restrizioni. Speriamo arrivino presto, senza ingiustificabile ritardi visti i numeri dell’epidemia, gli appelli della comunità scientifica e uno scenario ormai ineluttabile.

Non ci sono dubbi che la salute dei cittadini debba essere considerata prima di tutti gli altri interessi, e che dovranno essere prese tutte le misure atte alla salvaguardia della salute di tutti, giovani e anziani.

Probabilmente questa ondata non è come quella marzo. Probabilmente è molto peggiore. Allora c’era un Paese preso alla sprovvista che, pur pagando un prezzo alto, trovò per la paura di un virus nuovo, una unità ed una compattezza che ci permise di superare l’emergenza con dei sanitari che risposero straordinariamente alla diffusione della pandemia. Adesso alla paura si è aggiunta confusione, sfiducia e sconforto per la tragica impreparazione sia a prevedere una seconda ondata, che a gestirla con sanitari stanchi e sconfortanti da dei sistemi sanitari che poco hanno pianificato e molto poco si sono rinforzati.

Dietro a questo non c’è dubbio via sia una assoluta mancanza di strategia e di visione.

Il 2 agosto, contavamo 239 nuovi contagi e 8 morti. Eravamo in salvo. Il modello italiano aveva funzionato, ma in realtà chi faceva i modelli iniziava ad avvertirci che la curva sarebbe cresciuta…La storia stessa ci aveva avvertito, la “Spagnola” pur causata da un altro tipo di virus, dopo una prima ondata primaverile si era manifestata con una seconda ondata autunnale devastante. Addirittura chi lo aveva prospettato era stato pesantemente attaccato di terrorizzare la gente. 

E allora, invece di lavorare per rinforzare un sistema assai fragile con evidenti mancanze strutturali e prepararci ad una seconda ondata abbiamo elargito il bonus vacanze, abbiamo riaperto le discoteche, ci siamo vantati di quanto eravamo stati bravi, e qualcuno ha anche scritto un libro chiaramente ritirandolo prima della presentazione pochi giorni fa.

Poi a curva risalita, nelle ultime settimane, le misure poco tempestive e sempre in ritardo rispetto alla velocità di diffusione del virus hanno contribuito.  

Nessuno ha chiesto scusa! Nente di più di un penoso scaricabarile tra le varie istituzioni che devono gestire la cosa pubblica con misure scomposte e scoordinate. 

È innegabile, tuttavia, che le responsabilità sono un po’ di tutti, dei cittadini o almeno di coloro che non hanno rispettato le necessarie misure di prevenzione, degli scienziati o almeno di quelli che ci hanno raccontato la favola del virus buono e dell’emergenza finita pubblicandola anche su un quotidiano riducendo l’attenzione di molte persone sulle misure di prevenzione, dei giornalisti o almeno di quelli che hanno cercato lo scoop e non la verità. 

Il risultato è uno tsunami, non solo sanitario, ma anche economico e sociale con proteste alle quali non eravamo più abituati e tantomeno pronti, a cui si aggiunge il calcolo di agitatori violenti che non aspettavano altro di un momento di debolezza come questo. 

Mentre la seconda ondata ci sta travolgendo prevale ancora un incomprensibile opportunismo politico. In attesa di un vaccino che non arriverà prima del 2021 inoltrato, é inutile prometterlo prima, avremmo bisogno  di una strategia chiara e onesta, alla quale contribuiscano tutti con una unità nazionale almeno per un tempo necessario a scongiurare il peggio che avanza.

Questo dovrebbe partire da delle scuse di chi avrebbe dovuto programmare e non lo ha fatto e dal senso dello stato di chi continua a strumentalizzare la pandemia!

Dati sconfortanti! Non si molla. No paura ma buon senso e responsabilità! Siamo tutti nella stessa barca! Insieme ne usciremo anche questa volta!